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SENTENZA STRASBURGO, CASINI (PARLAMENTO UE): C'È MOLTO DA CONTESTARE

Parole chiave: fecondazione assistita (31), legge 40 (62), cedu (24), embrione (51)

Sulla sentenza della Corte di Strasburgo che, accogliendo il ricorso di due coppie austriache, apre alla fecondazione in vitro eterologa vietata dalla legislazione del Paese dei ricorrenti, “c'è molto da contestare”, afferma oggi Carlo Casini, presidente della Commissione affari costituzionali del Parlamento europeo. Dopo avere precisato che la sentenza è stata pronunciata “dalla Prima Camera ed è quindi esposta al giudizio della Grande Camera”, Casini rileva che “la motivazione, ad esempio, tiene conto esclusivamente degli interessi degli adulti e non degli interessi dei figli che dovrebbero costituire il primo obiettivo anche secondo la Convenzione europea dei diritti dell'uomo che la Corte è chiamata ad interpretare”. Per l'eurodeputato “i giudici sono arrivati a deformare perfino il concetto di adozione che non è uno strumento per dare dei figli a chi non ne ha ma piuttosto uno strumento per dare una famiglia a chi non ne ha”. Discutibile, sostiene inoltre, “che vi sia una giurisdizione di organi sovrannazionali in materia di diritto di famiglia. Tale potere è stato negato, da ultimo, dalla Corte Costituzionale tedesca nel giugno 2009”. “Sarà bene – conclude Casini che in Italia è anche presidente del Movimento per la vita – che l'Italia compia tutti i passi necessari affinché in Europa questo principio non sia disatteso”.
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SENTENZA STRASBURGO, CASINI (PARLAMENTO UE): C'È MOLTO DA CONTESTARE
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