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SONDAGGIO UE, «ISRAELE NEMICO DELLA PACE»: PADRE GARGANO, «È EMERSO UN DISAGIO»

“Non è chiaro se gli europei che hanno risposto si riferivano a un’area di crisi che in questo caso sarebbe l’area del conflitto israelo-palestinese oppure a un Paese specifico: Israele. Questa mancanza di chiarezza è determinante per la risposta”. È l’opinione di padre Innocenzo Gargano, monaco camaldolese ed esperto in dialogo interreligioso, circa l’indagine, realizzata dalla Commissione dell’Unione europea e resa nota oggi a Bruxelles, che indica Israele come il maggior pericolo per la pace nel mondo.

Il sondaggio, in quindici domande, è stato realizzato su un campione di oltre 7.500 cittadini dell’Unione (circa 500 gli italiani) tra l’8 e il 16 ottobre scorsi. Una delle domande invitava gli intervistati a scegliere tra quattro gradi di minaccia per la pace (da ‘molto forte’ a ‘nessuna’), in una lista di dodici Paesi tra cui Stati Uniti, Unione europea, Russia, Corea del Nord, Iran, Iraq, Afghanistan, Israele, Pakistan, India. Il 59% degli intervistati ha indicato Israele al primo posto tra i Paesi che rappresentano una minaccia per la pace. Per Gargano, “è del tutto ovvio che il conflitto israelo-palestinese è una seria minaccia alla pace e che gli europei la avvertano come una minaccia più vicina ai loro interessi. Ma appunto il conflitto israelo-palestinese, cioè l’area di crisi del Medio Oriente centrata sul problema del conflitto, ma non Israele. Non è giusto aver chiesto tutto questo e poi non permettere all’europeo che ha risposto di distinguere”. “Il sondaggio – prosegue padre Gargano – ha messo in evidenza un certo disagio che si avverte in Europa nei confronti di tutto ciò che coinvolge Israele e gli ebrei”. Si tratta di “un disagio che potrebbe essere la spia di un antisemitismo latente, che di tanto in tanto vediamo venire allo scoperto. Si pensi ad esempio, a ciò che è successo con la profanazione dei cimiteri in Francia o alle scritte che di tanto in tanto si leggono in Italia sui muri o negli stadi”. L’opinione pubblica, continua Gargano, “non ha una oggettività sufficiente circa i problemi del conflitto israelo-palestinese. Attualmente nei media è diffusa una precomprensione, un preconcetto, che non fa essere sufficientemente oggettivi nel giudicare il conflitto”. Per questo “i media dovrebbero essere più chiari e non predisporre le persone a vedere negativamente Israele”. Padre Gargano conclude con una provocazione: “perché non si è data la stessa importanza a una manifestazione bellissima che c’è stata nei giorni scorsi a Tel Aviv di 100 mila israeliani e 60 mila palestinesi che si sono pronunciati per la pace? Nessuno mette in evidenza questi piccoli segni di pace. I media dovrebbero essere più attenti a queste scintille di speranza”.Sir

Il rapporto completo (lingua inglese; pdf)