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STRAGE SENEGALESI, CONSIGLIO COMUNALE A FIRENZE ALLA PRESENZA DEL MINISTRO RICCARDI

Parole chiave: firenze (398), immigrati (728)

L'inno nazionale del Senegal, seguito dall'orazione funebre musulmana, cantati dai cittadini senegalesi nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, sono stati i momenti più commoventi della seduta straordinaria del Consiglio comunale che si è svolta ieri a Firenze, in memoria di Dipo Mor e Samb Modou, le due persone senegalesi uccise martedì. All'incontro ha partecipato anche il ministro per l'integrazione, Andrea Riccardi, che ha usato parole di condanna molto dure contro ogni forma di razzismo: "Mai più – ha detto -, non avvenga più qualcosa di simile. Deve crescere nella società, a tutti livelli, la consapevolezza della necessità di vivere con l'altro, questo isolerà i folli". "La sicurezza e l'integrazione degli immigrati nella società nazionale – ha aggiunto - "devono essere una priorità politica dell'azione di governo e un impegno generale della nostra società". "L'integrazione - ha detto ancora - non è un dono ma un diritto dopo anni di lavoro". Questo, ha sottolineato, è un periodo di "preoccupazione, da giorni parliamo di crisi e della manovra, sono tempi difficili e in tempi difficili cresce la tensione sociale. In questo tempo difficile dobbiamo vigilare e impegnarci tutti perché la tensione non si scarichi sui più deboli e su quelli che sono diversi. Da questo fatto dolorosissimo deve partire uno sforzo morale di attenzione e di vigilanza". Riccardi ha anche ribadito il suo impegno perché venga riconosciuto il diritto di cittadinanza a chi nasce in Italia. Dopo la seduta, Riccardi ha anche fatto visita Moustapha Dieng, 34 anni, e Sougou Mor (32), i due senegalesi ricoverati all'ospedale di Careggi. Mbenghe Cheike, 42 anni, colpito dal killer all'addome, è invece ricoverato all'ospedale di Santa Maria Nuova.
In Palazzo Vecchio sono intervenuti anche il sindaco Matteo Renzi, il rappresentante della comunità senegalese Pape Diaw e l'Imam di Firenze, Izzedin Elzir. Tra i presenti, anche l'arcivescovo Giuseppe Betori e il rabbino capo della comunità ebraica fiorentina Joseph Levi e il presidente della giunta regionale Enrico Rossi. "La vita dell'uomo vale l'infinito e nessuna vita può essere tolta" ha affermato Betori, ricordando che "tutte le comunità religiose della città sono vicine alla comunità senegalese". "La nostra società deve correggere se stessa nei suoi valori fondamentali", ha aggiunto Betori, per il quale "solo una cultura del legame riuscirà ad isolare queste manifestazioni di odio". "Dobbiamo essere capaci di riconoscere che ogni uomo è nostro fratello - ha concluso - e da questo problema vogliamo sortire insieme". Il rabbino Levi ha elogiato la reazione della città di fronte a quanto accaduto, ma ha ricordato che "il pericolo del razzismo va combattuto ogni giorno".
"Andremo a combattere il gene del razzismo ovunque e in tutte le sedi. Firenze non è una città razzista" ha detto, nel suo intervento, il sindaco Renzi, mettendo l'accento su "una gigantesca questione educativa e culturale che bisogna avere il coraggio di affrontare, a partire dalle scuole". Tra le altre battaglie da affrontare, per il sindaco, c'é quella della cittadinanza per chi nasce in Italia: "É inaccettabile dire nel 2011 che chi nasce in Italia non è italiano, chi nasce in Italia è italiano", ha detto tra gli applausi dei presenti.

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