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Salvini e il rosario al comizio: card. Parolin, «pericoloso invocare Dio per se stessi»

Sabato nel suo comizio in piazza del Duomo, a Milano, Matteo Salvini ha brandito un rosario, invocato i santi patroni dell'Europa e infine si è affidato la Cuore Immacolato di Maria «che son sicuro ci porterà alla vittoria». Sull'episodio è intervenuto ieri il Segretario di Stato vaticano, card. Parolin, ricordando che «invocare Dio per se stessi è sempre molto pericoloso». Sull'episodio è intervenuto anche mons. Semeraro.

Matteo Salvini mostra il rosario al termine del comizio a Milano

Ha creato rammarico e sconcerto nel mondo cattolico il modo in cui Matteo Salvini, lo scorso sabato, ha concluso il suo comizio in piazza Duomo a Milano dal palco di «Prima l'Italia, il buonsenso in Europa». Prima ha detto di volersi affidare «ai sei patroni di questa Europa: a San Benedetto da Norcia, a Santa Brigida di Svezia, a Santa Caterina da Siena, ai Santi Cirillo e Metodio, a Santa Teresa Benedetta della Croce. Ci affidiamo a loro - ha detto -. E affidiamo a loro il destino, il futuro, la pace e la prosperità dei nostri popoli». 

Poi ha brandito un rosario e ha aggiunto: «Io personalmente affido l'Italia, la mia e la vostra vita al cuore immacolato di Maria che son sicuro ci porterà alla vittoria, perché questa Italia, questa piazza, questa Europa sono simbolo di mamme, papà, uomini e donne che col sorriso, con coraggio, con determinazione vogliono la convivenza pacifica, danno rispetto ma chiedono rispetto».

Ieri, a margine della Festa dei Popoli a San Giovanni in Laterano, a Roma, dove ha celebrato la Messa lanciando un monito contro l'indifferenza, il card. Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano ha commentato: «Io credo che la politica partitica divide, Dio invece è di tutti. Invocare Dio per se stessi è sempre molto pericoloso». Una replica misurata, consona al suo ruolo, ma che suona anche come un altolà a strumentalizzazioni politiche della Chiesa.

Più esplicito mons. Marcello Semeraro, in un'intervista a «Repubblica». «Ritengo che sia scorretto usare il nome di Dio in questo modo. Non soltanto il suo nome, ma anche quello della Vergine. È una modalità strumentale dalla quale prendere del tutto le distanze», ha detto il segretario del Consiglio dei cardinali e vescovo di Albano, commentando  il gesto di Matteo Salvini. Una «uscita esecrabile», secondo il presule, di fronte alla quale cita un passaggio del documento sulla fratellanza umana firmato negli Emirati Arabi Uniti da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb: «Dio, l'Onnipotente non ha bisogno di essere difeso da nessuno e non vuole che il Suo nome venga usato per terrorizzare la gente». «Chi ha responsabilità di governo - aggiunge il vescovo - dovrebbe leggere e studiare questo testo».

Sulla condanna del gesto del vicepremier espressa da p. Antonio Spadaro il presule ha manifestato il proprio compiacimento. «Gli ho scritto un messaggio per complimentarmi. Credo non sia questo il tempo in cui tacere». Infine, a Salvini mons. Semeraro ricorda che «esiste il timor di Dio. Che da esso occorrerebbe ripartire».

Fonte: Sir
Salvini e il rosario al comizio: card. Parolin, «pericoloso invocare Dio per se stessi»
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