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Settimana sociale di Taranto: il lavoro è per la vita, non può essere per la morte

«Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. #tuttoèconnesso». È il tema della 49ª Settimana sociale dei cattolici italiani che si terrà a Taranto dal 21 al 24 ottobre. L’obiettivo? Avviare una transizione ispirata dalla prospettiva dell’ecologia integrale, con un progetto concreto di ampio respiro, che parta dalle Chiese che sono in Italia e coinvolga l’intera società. 

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L’appuntamento punterà quindi i riflettori sul rapporto tra ecologia ed economia, tra ambiente e lavoro, tra crisi ambientale e crisi sociale. Anche la scelta di Taranto va in questa direzione: oltre a porre l’attenzione sulla questione dell’ex Ilva, rappresenta il luogo ideale per riflettere in modo più articolato sulle problematiche ambientali e sociali, amplificate dalla pandemia. Il faro resta l’enciclica sociale di papa Francesco «Laudato Si’», che mette al centro la categoria di ecologia integrale, da intendersi nella prospettiva indicata dalla «Fratelli tutti».

Nella città dei due mari si ritroveranno oltre 80 Vescovi, 670 delegati - tra cui numerosi giovani – provenienti da 208 Diocesi, in rappresentanza delle comunità ecclesiali che nei mesi scorsi si sono confrontate a livello locale, a partire da un Documento comune. Anche dalla Toscana partiranno delle delegazioni diocesane.

E il lavoro di preparazione, anche in Toscana, non è iniziato oggi. «A livello regionale - spiega il professor Andrea Bucelli, incaricato regionale della Conferenza episcopale toscana per la pastorale sociale e del lavoro - sono stati effettuati dall'inizio dell'anno webinar su tematiche cruciali come l'esigenza di recuperare luoghi di riflessione e pensiero, la democrazia “sfidata”, la città e i suoi legami, i confini della vita. Ultimamente, in un incontro fiorentino e in una conversazione con i ragazzi di Policoro della Toscana. si sono posti al centro della riflessione i problemi giuridici della sostenibilità e delle generazioni future». Giovani e vogliose di portare il loro contributo le delezioni che andranno a Taranto. Da Firenze arriverà Ester Macrì, sociologa. «È la prima volta che partecipo a una settimana sociale - spiega la delegata -, sono molto attratta dallo slogan "tutto è connesso" perché penso che usare bene gli strumenti digitali che abbiamo a disposizione possa aiutare a creare connessioni virtuose di fratellanza. Spero che l'esperienza di Taranto si un’occasione per essere Chiesa in un mondo che cambia, senza rinchiudersi nella paura o nel rimpianto ma cercando davvero di costruire buone connessioni. Sono felice che si sia scelto di dare spazio ai giovani e spero - conclude Ester - che questo possa portare ad avere uno sguardo nuovo e rinnovato». A Taranto ci sarà anche Alessandro Corina, interior design, della delegazione della diocesi di Grosseto. «Vado a questo appuntamento - spiega - con tanto entusiasmo e con una buona dose di fantasia che sono motori capaci di spostare gli equilibri. Veniamo da un momento difficile, che non sappiamo se possiamo definire “post”, ma proprio perché c’è da ricostruire un nuovo modo di vivere insieme anche la responsabilità dello sviluppo, che servono entusiasmo e fantasia. Noi giovani possiamo offrire uno sguardo di novità e di originalità, perché c’è da scrivere delle pagine nuove anche come Chiesa. Allora la Settimana sociale dei cattolici - conclude Alessandro -, sull’ecosostenibilità e su un mondo sempre più proiettato sulla valorizzazione del capitale umano, è l’occasione per ascoltare, prima di tutto, chi può davvero esserci maestro, per poi, una volta tornati a casa, contribuire ad avviare processi nuovi sul territorio».

Con loro dialogheranno esperti, esponenti del mondo politico, ecclesiale, civile e culturale. Non mancheranno testimonianze e momenti di progettazione in tavoli di studio. Le quattro giornate – che si apriranno con il messaggio di papa Francesco - si articoleranno in sei sessioni. La Settimana sociale si concluderà poi con la Messa nella concattedrale presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, e trasmessa su RaiUno.

«L’appuntamento di Taranto - afferma mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e presidente del Comitato scientifico e organizzatore - ha un richiamo diretto con la vita della gente, in particolare delle persone che lavorano e di quelle ferite dalla contaminazione ambientale. Molti perdono la vita a causa del lavoro e in questo c’è una contraddizione stridente: il lavoro è per la vita, non può essere per la morte». Santoro conclude poi annunciando che «nei tavoli di lavoro saranno affrontati diversi temi e saranno elaborate, con l’aiuto e il coinvolgimento dei giovani, delle proposte da presentare al Parlamento italiano e a quello europeo».

«La Settimana sociale non è un convegno, ma qualcosa di molto più ricco; non un traguardo, ma una piattaforma. Vogliamo avviare un processo generativo nazionale e locale, valorizzando le esperienze positive già in atto, e incidere sulla realtà, in un momento storico cruciale come quello odierno che va accompagnato in modo consapevole perché sono a disposizione le ingenti risorse del Pnrr», osserva Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse e vicepresidente del Comitato.

«Il cambiamento si realizza prima di tutto dal basso: se vogliamo che la politica agisca, occorre favorire delle alleanze tra portatori di interessi diversi: imprenditori, amministrazioni virtuose, giovani, reti della società civile, parrocchie e diocesi», sottolinea Leonardo Becchetti, economista e membro del Comitato, ricordando che il paradigma dell’alleanza, insieme a quello dell’ecologia integrale, è alla base del lavoro di preparazione della Settimana sociale e di tutto ciò che da essa scaturirà.

In linea con lo spirito dell’appuntamento, a Taranto saranno avviate due opere segno: la piantumazione di cinquanta platani, alcuni dei quali porteranno i nomi dei bambini morti a causa dell’inquinamento, e l’avvio del progetto «Prendi il largo» per la trasformazione degli scarti dell’allevamento di molluschi in materiali per la bioedilizia.

Fonte: Tog
Settimana sociale di Taranto: il lavoro è per la vita, non può essere per la morte
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