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TAGLI ALLE RADIOTV LOCALI: (CORALLO), «PENALIZZATE LE VERE EMITTENTI COMUNITARIE»

Un settimo, anziché un quinto, della somma stanziata in ogni regione a favore delle radio e televisioni locali da distribuire in parti uguali a tutte le emittenti in graduatoria regionale e l'abolizione delle disposizioni del regolamento che escludono dai contributi le emittenti che veicolano contenuti pornografici: sono questi, secondo Luigi Bardelli, presidente dell'Associazione Corallo, gli emendamenti più discutibili proposti in sede parlamentare al testo del regolamento in materia di contributi per radio e televisioni locali, che ha già disposto una riduzione di 37 milioni di euro di tali contributi.

Il circuito Corallo, fondato nel 1981 con l'obiettivo di rappresentare un “punto di riferimento dell'emittenza radiotelevisiva privata che dichiari adesione ai principi cristiano sociali”, associa attualmente 227 radio e 52 televisioni di tutte le regioni italiane, 3 canali satellitari e un'Agenzia di informazione a diffusione nazionale. Per Bardelli, i tagli ai contributi rischiano di lasciare solo “briciole a quelle emittenti che non sono ai primissimi posti nelle graduatorie regionali in virtù degli alti fatturati e del numero di dipendenti “ e che rappresentano “spesso, proprio le vere emittenti comunitarie e quindi le vere emittenti di servizio”. Lo schema di regolamento presentato, conclude il presidente di Corallo “è frutto di un lungo lavoro delle associazioni delle emittenti tv” che include l'adesione a “codici di autoregolamentazione di televendite, astrologia, tutela dei minori” e che va salvaguardato “per la qualità dell'emittenza”.
Sir

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