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Trattati di Roma: dossier Caritas Italiana, «profonda fiducia nei valori di unità e solidarietà»

Il «Dossier Europa» pubblicato sul numero di marzo della rivista «Italia Caritas» si interroga sul futuro dell'Unione e sulla lotta alla povertà e all'esclusione sociale.

Parole chiave: Brexit (39)
Parlamento europeo di Strasburgo (Foto Sir)

A sessant’anni dalla firma dei Trattati di Roma, atto fondatore della Comunità economica europea e dell’Euratom, «la Brexit apre le porte allo sgretolamento del progetto europeo. Si tratta infatti del primo Stato comunitario che, per volontà popolare, rivendica la propria sovranità nazionale e, così facendo, infiamma i populismi degli altri stati membri». Nel conseguente «clima generale di diffidenza verso quello che rappresenta oggi l’Europa, Caritas Italiana ha interpellato le Caritas nazionali dei Paesi membri su quale futuro si prospetta per l’Unione e se il ruolo che essa e Caritas rivestono può ancora dirsi decisivo nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale»: sono i temi affrontati in un «Dossier Europa» pubblicato sul numero di marzo della rivista «Italia Caritas». «Quello che viene dipinto è in realtà un quadro di positività e speranza per le sorti dell’Unione, nonché di profonda fiducia nei valori dell’unità, della solidarietà e della giustizia sociale ai quali essa deve continuare ad ispirarsi». La nota di Caritas che accompagna la rivista spiega: «Per capire i motivi dell’impasse subentrata all’indomani dell’inizio della crisi economica attualmente in corso, bisogna risalire a quei Trattati di Roma del 1957 che hanno aperto la via alla costituzione della Cee».

«Due erano infatti le correnti di pensiero sul futuro dell’Europa che emergevano nel dopoguerra: una prevedeva la costituzione di un’Europa federale e dotata di una Costituzione, l’altra invece riteneva che l’integrazione politica sarebbe arrivata in seguito, come conseguenza dell’integrazione economica». «La nascita della Cee incorona questo secondo approccio, fautore di un’integrazione a piccoli passi che preserva le sovranità nazionali e le lascia alla guida del processo di integrazione». I malcontenti di oggi, che «accusano l’Europa di essere governata da burocrati e banchieri, sembrerebbero suggerire che l’unione economica che abbiamo raggiunto non è più sufficiente e che è arrivato il momento di fare un passo verso un’Unione più sociale e solidale, un intento che le Caritas nazionali perseguono instancabili da anni, lavorando in prima linea per l’inclusione e il sostegno di coloro che vivono ai margini della società».

Fonte: Sir
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