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Il cristiano e l'ondata di antipolitica

Parole chiave: politica (409), costi politica (38), beppe grillo (8), legge elettorale (51)

Caro Direttore,
quale può essere oggi il ruolo di un cristiano nel contrastare l'antipolitica, l'ondata di qualunquismo che sta infestando il Paese nel tentativo di omologarci a realtà che sono lontanissime dalle nostre radici e dalla nostra civiltà millenaria? Le nuove aggregazioni tendenti a semplificare il quadro politico (mi riferisco al Partito democratico e alla Sinistra europea) non mi sembrano allettanti per chi voglia salvaguardare la propria identità cristiana. Il Pd rischia di diventare la quintessenza di un laicismo militante egemonizzato dai post-comunisti, ovvero una melassa indistinta che vuole annullare le identità; la Sinistra europea è un coacervo di massimalismo e radicalismo un po' fuori dalla storia. Cosa resta per i cristiani? Il partito azienda di Berlusconi o la destra di Fini che appoggia Berlusconi in nome di un liberismo selvaggio che ha snaturato la sua anima sociale?

Quello sul centro politico mi sembra l'unico sbocco possibile: partiti come l'Udc, l'Udeur, l'Italia di mezzo e altri, a mio avviso, possono rappresentare le peculiari istanze etiche e sociali di chi si professa cristiano.

Lettera firmata
Pisa

Di fronte a quest'ondata di antipolitica, che investe il nostro Paese, che atteggiamento, e soprattutto quali impegni, può o deve assumere un cristiano? Se lo chiede questo nostro lettore, ma è domanda ricorrente nel nostro mondo. Pur riconoscendo che le motivazioni per una disaffezione, che può portare al disinteresse, ci sono tutte, penso che impegnarsi per l'animazione dell'ordine temporale resti per un laico cristiano un aspetto irrinunciabile della sua missione nel mondo. Soprattutto quando i tempi sono difficili.

Certo quest'impegno si concretizza in forme e modi diversi, ma mai dovrebbe venir meno l'interessarsi, anche attraverso una corretta informazione, ai problemi sociali e politici non foss'altro per una partecipazione al voto sempre più responsabile e libera da vincoli di schieramento.

Certo questo non è facile anche perché l'attuale fase politica è segnata, sulla scena e forse più ancora dietro le quinte, dal delinearsi di progetti sui quali è realistico porsi gli interrogativi, a mio giudizio calzanti, formulati in un editoriale di «Supplemento d'anima», la rivista «per i cristiani impegnati nella società e nella politica», fondata e animata da mons. Gastone Simoni. Quanto durerà il governo di centro-sinistra? Il parto travagliato del Partito democratico quale esito avrà e quale gradimento otterrà nel corpo elettorale? Che peso avranno le forze e le formazioni alla sua sinistra, impegnate anch'esse in un processo di unificazione? Quali assestamenti avverranno nel centro-destra? Le mezze-ali dei due opposti schieramenti riusciranno, e anzitutto vorranno, dar vita ad un credibile polo di centro che sappia attirare e rappresentare quanti sono insoddisfatti dell'attuale bipolarismo? Prenderà davvero corpo il movimento politico, ma non partitico intorno a Savino Pezzotta? E in che misura influirà su questi processi un'eventuale e diversa legge elettorale?

Tutto questo va seguito con attenzione perché potrebbe cambiare radicalmente il quadro politico, anche se – va detto con tutta chiarezza – la politica si rinnova soprattutto se pone alla base del suo operare quei valori – prima fra tutti il bene comune – che soli possono darle spessore e credibilità.

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