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Dal n. 42 del 20 novembre 2005

La Finanziaria e i tagli agli aiuti internazionali

Sono in preda allo sconforto: oggi i giornali riportano la notizia che la commissione bilancio del Senato ha approvato un emendamento alla legge finanziaria che prevede un drastico taglio alle risorse destinate ai paesi in via di sviluppo: nel 2006 dovevano ammontare a 400 milioni di euro, e invece saranno solo 56,1: un bel risparmio di 350 milioni!
Certo, l'economia non va bene, e di soldi ce ne sono pochi, ma scommettiamo che le spese per la Difesa non saranno tagliate (almeno in questa misura)? Certo, dobbiamo tutti fare dei sacrifici, ma si sa: i popoli dei paesi poveri non hanno molto “potere contrattuale”, e allora risparmiare in quella direzione è affare piuttosto semplice.
Fino ad ora nella classifica mondiale dei fondi (in percentuale sul Pil) destinati alla cooperazione eravamo brillanti penultimi, davanti agli Stati Uniti: mi piacerebbe sapere se ora siamo riusciti a «scavalcarli» (all'indietro…). In barba agli Obiettivi del Millennio.
Antonio Pacenti
Livorno

Sull'entità degli aiuti italiani ai paesi in via di sviluppo c'è un piccolo giallo, che spero possa essere chiarito presto. In effetti in Commissione bilancio lo stanziamento era stato ridotto da 400 a 345 milioni. Poi le vibrate proteste delle ong e di tutto il volontariato (Caritas compresa) avevano spinto il governo a far marcia indietro. Ma il testo del maxi-emendamento, votato al Senato, riportava ancora nella tabella C la cifra di 345 milioni con un -54,6 milioni nel 2006, -68,8 nel 2007 e -74,5 nel 2008. In tutto dunque un taglio di 197,9 milioni nei prossimi tre anni. La Farnesina e lo stesso presidente del Senato Pera hanno assicurato che si trattava solo di un errore materiale di trascrizione e che per il 2006 il fondo rimane di 400 milioni di euro.
Detto questo la sostanza del discorso però non cambia, anche perché nella Finanziaria 2005 il fondo era di 570 milioni, poi decurtato dal dl 106 del 17 giugno 2005 di 9 milioni per il 2005 e di 18 milioni per il 2006. Dai 552 milioni si è poi scesi a 400 milioni (-27%), con l'ulteriore taglio di 100 milioni stabilito dalla manovra di assestamento del bilancio dello scorso 14 ottobre.
Nel 2002, a Barcellona, in sede di Consiglio europeo, e poi ancora a Bruxelles lo scorso anno, il nostro Paese si era impegnato ad aumentare gli aiuti ai Paesi del Sud del mondo, portandoli addirittura allo 0,7% del Pil, come richiesto dall'Onu. I nostri aiuti allo sviluppo sono invede diminuiti del 15,3% nel 2003 e ancora del 9,7% nel 2004, portandoci allo 0,15% del Pil. Con questa Finanziaria, purtroppo, si scende ancora più in basso.
Come è stato giustamente osservato dal Forum alternativo di «Sbilanciamoci» in occasione delle Giornate italiane della cooperazione, tenutesi pochi giorni fa a Firenze, «La difficile congiuntura economica internazionale di questi anni, non può essere un alibi. Altri Paesi dell'Unione Europea in questa stessa situazione hanno significativamente incrementato le risorse per la cooperazione internazionale. La Spagna li ha raddoppiati; la Francia è arrivata allo 0,34%; la Gran Bretagna si è data l'obiettivo dello 0,47% entro il 2007; i Paesi del Centro e Nord Europa (Olanda, Danimarca, Svezia, Norvegia e Lussemburgo) hanno confermato quote superiori allo 0,7%, già raggiunto da alcuni anni».

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE: ONG ITALIANE, «I TAGLI INDICANO CHE NON CI SARA' CRESCITA ECONOMICA»

Il Dossier di Sbilanciamoci sulla Cooperazione internazionale

La Finanziaria e i tagli agli aiuti internazionali
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