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Dal n. 22 dell'11 giugno 2006

Le «bischerate» di Dan Brown

Caro Direttore,
a proposito del famoso libro e film del «Codice da Vinci» concordo con quanti hanno detto che non si deve aver timore della sua notevole influenza nociva sulla gente. L'attacco alla Chiesa è un'occasione propizia per i credenti che debbono più a fondo dar ragione della loro Fede. Ed è un'occasione per approfondire le verità di Fede tanto per i credenti come per i non credenti. Infatti molti si sono dedicati a studiare meglio le verità storico-religiose per confrontarle con la falsità e la banalità del famoso libro.
Padre Filippo Parenti
Firenze

Caro Direttore,
ho trovato nella mia cassetta delle lettere dei pieghevoli di Mondolibri, organizzazione che vende a domicilio libri di quasi tutti gli Editori. Questa volta il tutto è concentrato su Dan Brown e satelliti, con proposte di 11 titoli, più un dvd del «Codice da Vinci», il tutto con notevole accompagnamento di sconti e di sapientemente orchestrata serie di recensioni, invitanti e stimolanti, senza mai chiarire che il tutto è completamente disancorato dalla realtà storica. È logico che chi stampa i libri si dia da fare per promuoverne la vendita, ma non si può non riflettere sulla profusione di mezzi impiegata per diffondere queste mistificazioni.

Più che mai necessaria quindi è l'azione raccomandata dalla Chiesa, ai massimi livelli di varie Nazioni, per chiarire le idee e «bonificare» il terreno dai veleni sparsi, e ben fatto è il vostro intervento, evitando contemporaneamente di aumentare lo stimolo ad acquistare quanto viene offerto: interessante sarebbe sapere fra un po' di tempo, quanto di questa sovraesposizione finirà al macero.
Pietro Cavalcaselle

Caro Direttore,
apprendiamo che il film «Codice da Vinci» ha fatto flop al festival di Cannes. Come 2000 anni fa «Cristo è stato rivenduto e questa volta per milioni di dollari con una storia completamente falsa, creata apposta per creare scandalo e profitto. Peccato che tanti se ne siano accorti troppo tardi. Io comunque non ci sono cascato!
Fabio Noli

Caro Direttore,
la Chiesa, nella sua saggezza, ha parlato poco del romanzo «Codice da Vinci» perché convinta della maturità dei propri fedeli. Infatti non è difficile capire la mediocrità di questa pubblicazione. Questo «silenzio» o quasi delle autorità religiose ha deluso non poco l'autore e gli editori i quali si aspettavano un incremento di vendite conseguente ad una eventuale condanna del libro.
Lorella Groten

Il sostegno mediatico e economico per diffondere il «Codice da Vinci» è stato enorme e i risultati si vedono: del libro sono stati venduti milioni di copie e il film sta indubbiamente riscuotendo un grosso successo, almeno di cassetta. Eppure le tesi di Dan Brown restano – ad ogni seria analisi – «bischerate fritte e rifritte», per dirla con un'espressione del medioevalista Franco Cardini.
Certo hanno avuto e stanno avendo un'azione indubbiamente negativa, che mette a disagio tanti credenti e soprattutto insinua dubbi e perplessità. Per questo credo che sia doveroso e opportuno protestare con forza contro un'opera costruita su una fantasia distruttiva che – sia detto per inciso – mai oserebbe sbizzarrirsi nei confronti di altre religioni o confessioni religiose. Ma protestare non basta e soprattutto non risolve. Serve invece – ed è stata questa la strada percorsa – un duplice impegno. Da un lato confutare sul piano storico-culturale le tesi di Dan Brown, come è stato fatto da più parti. Gli incontri, che hanno avuto questo taglio sono stati tanti, di buon livello e col contributo anche di studiosi «laici» che poco si prestano a queste elucubrazioni. È stato un modo per «bonificare il terreno dai veleni sparsi» che ha certo avuto effetto, a giudicare dalla larga partecipazione di pubblico.
L'altro impegno consiste nel fare di questo, che è indubbiamente «un attacco alla fede», un'occasione propizia per approfondire e motivare il nostro credere. Bisogna infatti riconoscere che certe affermazioni fanno breccia proprio per il «crescente analfabetismo religioso» largamente diffuso anche tra i credenti, la cui cultura religiosa si è spesso fermata a quanto appreso negli anni dell'infanzia, mentre i tempi postulano – ce lo ricordano i nostri Vescovi – «una fede adulta e pensata a partire dall'ascolto intelligente delle Scritture e della Tradizione».

Le «bischerate» di Dan Brown in puro stile hollywoodiano

Le «bischerate» di Dan Brown
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Francesco De Masi 09/09/2006 00:00
Ho letto con piacere tutti i libri di Brown per il solo fatto che, a mio parere, indubbiamente appassionano.
Non ho paura di leggere delle ipotesi, orchestrate con maestria di scrittore...non ho paura di pensare "se fosse vero ? " perchè per me non cambierebbe niente.
Ho fede, ed avere fede, significa "ritenere per certo e per vero..," dei postulati.
E se anche Cristo avesse avuto moglie, allora ?

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