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Politica, come coinvolgere i giovani?

Parole chiave: politica (409), giovani (504)

Caro Direttore,
lunedì 8 settembre, il Santo Padre, in visita a Cagliari ha affermato la necessità di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile. A partire da queste affermazioni, è necessario adoperarsi perché questa nuova generazione prenda coscienza e prenda l'iniziativa.

Chi è già più maturo, ha comunque la responsabilità di favorire questa azione. È necessario studiare alcune iniziative per coinvolgere giovani e meno giovani ad intraprendere insieme questa opera.

Marco Vedovato
Firenze

Il 13 settembre è stato presentato a Perugia – in chiusura al 41° Convegno di studi – una ricerca delle Acli sul rapporto tra cattolici e politica visto negativamente – e questo è preoccupante, caro Vedovato – perché di fatto impedisce quel rinnovamento che solo dà la possibilità di avere una nuova classe politica che con competenza e rigore morale si impegna per rinnovare la società italiana.

Questo atteggiamento è particolarmente diffuso tra i giovani che si impegnano invece molto nel volontariato. Oggi tanti problemi, che affliggono la nostra società, hanno bisogno dell'esperienza di chi questi problemi li vive sul campo. Lo abbiamo scritto altre volte: la prevenzione e il contrasto alla droga, per esempio, non può non tenere conto di chi ha maturato in questo settore esperienze e strategie. Si tratta di collegare questi due settori, politica e volontariato, senza il quale non potrà esserci rinnovamento.

Fare impegnare i giovani in politica non è facile, ma per i cattolici questo è fondamentale.

Intanto serve fare incontrare loro gente che la vive davvero come servizio al bene comune, che c'è, e non relegarli in ruoli secondari. E poi valorizzarli davvero, dando loro fiducia e responsabilità non di facciata.

Ma qui serve, oltre a quella spirituale, anche una preparazione specifica e questo interpella anche la comunità cristiana in quanto tale. E gli strumenti di formazione non mancano certo.

Basta pensare al «Compendio della dottrina sociale della Chiesa» che mette a fuoco i principi su tutti gli ambiti che, certo, esigono poi quell'intelligente mediazione, che non è compromesso, che tiene conto dei luoghi e dei tempi.

L'Italia oggi ha bisogno di cattolici che fanno storia, che siamo presenti e che vogliono portare, insieme con gli altri, un proprio contributo e la politica, insieme alla cultura, resta pur sempre la strada maestra.

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