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Sorpreso nel leggere del funerale a un massone

Parole chiave: massoneria (6), liturgia (95)

In vacanza mi è caduto l'occhio su un trafiletto della cronaca di Firenze de «La Nazione» del 27 agosto. Sotto il titolo «Il ricordo» si ricorda appunto una persona scomparsa, ottuagenaria, e la si descrive come un massone fin dagli anni '60 aderente a tale setta per interesse all'esoterismo e via via salito di grado fino al 33° della scala iniziatica e appartenente alla Loggia «Fidelitas». Fin qui nulla di strano: ognuno ha i suoi gusti. La cosa che mi ha sorpreso è che la cronaca riporta che «il funerale è stato celebrato ieri mattina» in una chiesa fiorentina. Vorrei sapere se un massone dichiarato quindi pubblico può ricevere il funerale della Chiesa Cattolica implicitamente dimostrando che le due appartenenze sono perfettamente compatibili. O ci sono motivi di ordine pastorale che possono far transigere?

Stefano Carocci
Firenze

Il 26 novembre 1983 la Congregazione per la Dottrina della fede ha pubblicato una «Dichiarazione sulle associazioni massoniche», che sostanzialmente ribadiva le vecchie condanne sull'appartenenza alle Logge. Il documento, come spiegano alcune «Riflessioni» rese note dalla stessa Congregazione un anno dopo (e questa la dice lunga sulla delicatezza della questione), si era reso necessario per dissipare un'«errata opinione»che si stava diffondendo tra i fedeli, «secondo cui ormai l'adesione a una loggia massonica era lecita», dal momento che un «dialogo», ad alto livello e autorizzato dalla S. Sede, c'era effettivamente stato tra massoneria e Chiesa cattolica. La Congregazione aveva invece ribadito «l'inconciliabilità di fondo», pur riconoscendo «la diversità che può sussistere fra le obbedienze massoniche, in particolare nel loro atteggiamento dichiarato verso la Chiesa». Della Libera Muratoria sono essenzialmente tre le cose che la Chiesa non può accettare: sul piano dottrinale il relativismo (non esisterebbe una verità rivelata da Dio e tutte le credenze sarebbero sostanzialmente uguali); sul piano morale e pratico, l'assoluta segretezza e il vincolo di «fratellanza». Per questo la «Dichiarazione» del 1983 ribadiva che l'iscrizione alle associazioni massoniche «rimane proibita dalla Chiesa» e i fedeli che vi si iscrivono «sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione».

Veniamo ora ai funerali del massone. Per rispetto del defunto e dei suoi familiari, lasciamo da parte il caso specifico (e per questo ho omesso di riportarne il nome e la località precisa). Parliamone in generale. Anche al momento del distacco terreno, la Chiesa si mostra madre amorevole. Le esequie cristiane non sono un sacramento; sono una celebrazione liturgica di ringraziamento al Signore del dono del battesimo concesso al defunto, l'implorazione della misericordia di Dio, che solo conosce il cuore dell'uomo e gli ultimi istanti della persona, una professione di fede comunitaria nella risurrezione dei corpi ed una invocazione a Dio, specialmente per i familiari, del dono della speranza cristiana. Basta quindi che i familiari richiedano – consapevolmente – le esequie e il parroco non sta a sindacare sulla vita del defunto; non pretende che, almeno in punto di morte, si sia debitamente pentito di tutti i suoi peccati.

Gli unici motivi per cui può negarle è che sia a conoscenza che il defunto, quando era in vita, abbia detto esplicitamente di non volerle; oppure che il celebrarle (per le scelte «pubbliche» del defunto) sia di grave scandalo alla comunità. A mio avviso la semplice appartenenza ad una loggia massonica, sia pure nei gradi più elevati, non comporta di per sé l'esclusione dalle esequie cristiane. Come del resto avviene per altre situazioni (ad esempio un divorziato che vive un nuovo legame «more uxorio»).

Claudio Turrini

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Claudio Turrini 09/09/2011 00:00
Per Dante Pastorelli: Il canone ricordato dice appunto che le si devono negare a quei "peccatori manifesti ai quali non è possibile concedere le esequie senza pubblico scandalo dei fedeli". Vuol dire che se lo scandalo non c'è (e la valutazione è del parroco e poi del vescovo) si possono celebrare le esequie. Credo che come sempre vada valutato caso per caso con prudenza, ma anche con misericordia. Bisogna anche tener conto che il parroco potrebbe non sapere affatto che il defunto era massone. (Claudio Turrini)
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DANTE PASTORELLI 09/09/2011 00:00
Se non erro, caro Turrini, Lei aveva detto di non entrar nel caso specifico.
Dunque, io son rimasto sulle generali ed ho parlato di "massone notorio", che tale, naturalmente, dev'esser anche per il parroco. Del caso specifico non so niente, a parte i necrologi numerosi sulla cronaca di Firenze a cura delle logge massoniche: se il parroco non li ha letti o s'è stato tenuto all'oscuro certo non ha responsabilità. Non so, d'altra parte se per caso ha consultato il vescovo.
Quanto a me mi son limitato a presentar il pensiero della Chiesa su esequie e peccatore manifesto (e il massone notorio lo è) e nient'altro, ed ho ricordato che la misericordia rientra nel criterio della giustizia, che non può esser violata dalla superficialità o da una falsa carità, ch'è buonismo pernicioso. In Dio misericordia e giustizia son un tutt'uno. Il giudizio finale spetta a Lui, ma la Chiesa deve insegnare a rispettar le sue leggi che son leggi di Dio.
Quanto allo scandalo, a furia di nulla più condannare, e di non parlar più neppure di peccato, in chiesa, si son create generazioni di fedeli per cui tutto è lecito. Siamo diventati un popolo di santi visto che i confessionali, tranne un po' quelli del duomo e della SS.ma Annunziata, son deserti. Il mio confessore, un grande monsignore fiorentino, tempo fa ebbe a dirmi: Dante, io che son qui al confessionale a giornate, ti posso assicurare che la nozione di peccato s'è perduta. Ma chi non l'ha perduta non può non scandalizzarsi. Certi episodi a me son di scandalo. Il parroco interessato lo sappia.
Allora, cominciamo a ricatechizzare rettamente anche su Toscana Oggi, e a chiamare ogni cosa col suo nome. E a dire, ad es., papale papale che i rapporti omosex sono peccato gravissimo che grida vendetta al cospetto di Dio e non usar circonlocuzioni e magari riconoscer che in una relazione omosex ci posson esser sentimenti significativi e positivi, anche se non si può palrlar di amor coniugale. Perché tacere?
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DANTE PASTORELLI 08/09/2011 00:00
Il Codice di Diritto Canonico, ed. 1995, al can. 1184 recita:
"Can. 1184 - §1. Se prima della morte non diedero alcun segno di pentimento, devono essere privati delle esequie ecclesiastiche: 1) quelli che sono notoriamente apostati, eretici, scismatici; 2) coloro che scelsero la cremazione del proprio corpo per ragioni contrarie alla fede cristiana; 3) gli altri peccatori manifesti, ai quali non è possibile concedere le esequie senza pubblico scandalo dei fedeli.

§2. Presentandosi qualche dubbio, si consulti l'Ordinario del luogo, al cui giudizio bisogna stare."

Ora, mi sembra chiaro che un massone, specie d'alto grado, abbia aderito in piena coscienza ad un'associazione nemica della Chiesa, e la cui "filosofia", visione della vita ecc. son inconciliabili con la Religione Cattolica. La Massoneria era e resta l'Inimica Vis per eccellenza.
Dunque, ad un massone notorio, che non si sia pentito almeno in fin di vita, non posson esser concesse le esequie religiose, che in una situazione del genere son oggettivamente uno scandalo per i fedeli, a cui, fra l'altro, si offre un insegnamento erroneo: massoneria e Cattolicesimo sono compatibili.
L'esclusione dai funerali religiosi riguarda tutta la Chiesa e la società: è una pena medicinale ed un monito per tutti, non una vendetta o una mancanza di carità. Caritatem facientes in Veritate.
Grave scandalo suscitò il funerale in Duomo, con eccessiva solennità e presenza di cardinale, vescovi e monsignori, di Mario Luzi che un paio di mesi prima della sua morte dichiarò di non esser cattolico: un apostata che non risulta essersi pentito.
Bene, in circostanze del genere, la carità della Chiesa potrebbe manifestarsi in modo più discreto e senza pericolo di scandalo: una visita alla famiglia del defunto ed una comune preghiera per la salvezza di quell'anima.
Concludo dichiarandomi completamente in disaccordo con la risposta.

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