Mondo

Mondo stampa

“I bambini in Libia, anche quelli rifugiati e migranti, continuano a soffrire gravemente fra le violenze e il caos scatenati dalla lunga guerra civile del Paese". Lo dice in in comunicato diffuso oggi dall’Unicef in cui si afferma che “sono state attaccate anche infrastrutture da cui dipendono i bambini per il loro benessere e la loro sopravvivenza. 

Cosa succede in Libia? Quali sono i rapporti di forza? Quale può essere il ruolo dell'Europa? In attesa dell'incontro di Berlino, il punto della situazione secondo Vincenzo Buonomo, Rettore della Pontificia Università Lateranense.

«Particolarmente preoccupanti sono i segnali che giungono dall’intera regione, in seguito all’innalzarsi della tensione fra l’Iran e gli Stati Uniti e che rischiano anzitutto di mettere a dura prova il lento processo di ricostruzione dell’Iraq, nonché di creare le basi di un conflitto di più vasta scala che tutti vorremmo poter scongiurare». Con queste parole il Papa, nel discorso al Corpo diplomatico, ha affrontato la questione geopolitica al momento più urgente

Sono preoccupati per l’arrivo massiccio di armi sempre più pesanti e l’inevitabile escalation pericolosa che sta assumendo il conflitto in Libia, vista anche la situazione internazionale. Eppure continuano a svolgere regolarmente l’azione umanitaria d’emergenza a Tripoli, Sebha e nell’area di Bengasi. Sono gli operatori di Intersos, Ong italiana che ha attivi diversi progetti in Libia, soprattutto con i minori – libici e migranti -, ma anche con gli sfollati.

“Gli iracheni sono sotto shock per quanto accaduto nell’ultima settimana. Essi temono che l’Iraq diventi un campo di battaglia, piuttosto che un Paese sovrano, capace di proteggere i suoi cittadini e la sua ricchezza”. È questo l’appello lanciato oggi pomeriggio dal patriarca caldeo, card. Louis Raphael Sako, all’indomani dell’uccisione a Baghdad del generale iraniano Qassem Soleiman

L'uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani all'aeroporto internazionale di Baghdad nel corso di un attacco con droni, ordinato dal presidente americano Donald Trump è «un atto di guerra che avrà serie ripercussioni in tutta l’area mediorientale e che coinvolgerà sia Israele, quale potenziale target di vendetta iraniana che tutta la comunità internazionale, Europa in testa»

L’Unicef ha stimato che il primo giorno dell’anno sono nati in tutto il mondo 392.078 bambini.  Questo numero include circa 1.210 bambini nati in Italia. A livello globale, si stima che oltre la metà di queste nascite è avvenuta in otto Paesi: India con 67.385 nuovi nati, Cina con 46.299, Nigeria con 26.039, Pakistan con 16.787, Indonesia con 13.020, Stati Uniti con 10.452, Repubblica Democratica del Congo con 10.247 ed Etiopia con 8.493.