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«L'escalation della violenza rende la situazione in Libia sempre più preoccupante. Centinaia le vittime e oltre 25.000 gli sfollati interni fuggiti dalle aree di scontro, ma il numero aumenta di ora in ora, via via che il conflitto si espande. Se i combattimenti non cesseranno, incombe il rischio di una crisi umanitaria di vaste proporzioni su scala regionale con flussi importanti di profughi nei paesi limitrofi: Tunisia, Algeria, Egitto in primis, e anche verso le coste europee». Lo denuncia in una nota oggi Caritas Italiana.

Solo in cinque (Lega, M5s, Pd, Fi, FdI) supererebbero lo sbarramento del 4%. Le proiezioni sul voto del 26 maggio per il parlamento europeo, diffuse oggi, fanno riferimento al 15 aprile, è sono una media di sondaggi prodotti da Swg, Emg, Termometro politico, Tecné, Ipsos, Istituto Piepoli ed Euromedia Research.

È morto dopo qualche ora dal ricovero in ospedale l'ex presidente della Repubblica del Perù (1985-1990, 2006-2011) Alan García, che si era sparato nel momento in cui gli agenti stavano per entrare in casa sua per eseguire il suo arresto ordinato dalle autorità giudiziarie per presunti reati di corruzione legati allo scandalo Odebrecht.

Interminabili ore di fiamme e fumo devastano la cattedrale Notre-Dame di Parigi. Un luogo simbolo della cristianità. Sul posto l’arcivescovo Aupetit, il presidente Macron, la sindaca Hidalgo. I droni lasciano intravedere le immagini di una vera devastazione. Cadono la guglia «il dito teso verso Dio», il tetto, il telaio. Ma grazie all'azione dei pompieri, sono salve le due torri.

Nel 2018 sono state 690 le condanne a morte eseguite (-31% rispetto al 2017). I primi cinque Stati per numero di esecuzioni sono stati invece: Cina (migliaia), Iran (almeno 253, anche se sono diminuite del 50%), Arabia Saudita (149), Vietnam (85) e Iraq (almeno 52). E ancora più di 19.000 persone sono detenute nei bracci della morte. Sono i dati contenuti nel rapporto globale sulla pena di morte di Amnesty International.

Alla luce del drastico peggioramento delle condizioni di sicurezza nella capitale libica Tripoli, l'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha chiesto con urgenza «il rilascio immediato di rifugiati e migranti dai luoghi di detenzione» poiché molti di questi centri si trovano in aree teatro di scontri continui.