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«Siamo sotto shock e addolorati per la notizia secondo cui 8 bambini sarebbero stati uccisi e altri 8 feriti a causa di attacchi alla città di Tal Rifaat, a nord di Aleppo. Tutti avevano meno di 15 anni». È la denuncia di Ted Chaiban, direttore regionale dell'Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa, diffusa poco fa dall'agenzia umanitaria delle Nazioni Unite.

«Nell'imminenza delle celebrazioni in onore dell'Immacolata concezione di Maria e della nascita del nostro Signore Gesù Cristo, principe della pace, esprimiamo il nostro ardente anelito di vivere una pace autentica». Lo scrive la Commissione Giustizia e pace dell'arcidiocesi di Managua, criticando la strumentalizzazione di espressioni e segni cristiani messa in atto anche in questi giorni dal potere politico.

Londra si è risvegliata questa mattina ancora sotto choc dopo le scene di sangue e terrore che si sono viste ieri nell’affollata giornata del Black Friday sul London Bridge. A farsi portavoce dei sentimenti oggi dei londinesi è l’arcivescovo di Canterbury, primate della Comunione anglicana, Justin Welby. 

«Dall'inizio dell'anno, più di 5.000 persone sono morte a causa del morbillo, oltre il 90% erano bambini sotto i 5 anni. Mentre l'epidemia di Ebola, che in Congo ha causato la morte di oltre 2.000 persone, ha avuto una sostenuta attenzione internazionale, il morbillo, che ha causato più del doppio delle morti, continua ad essere sottovalutato». È quanto denuncia oggi Edouard Beigbeder, rappresentante dell'Unicef in Repubblica democratica del Congo.

Mentre sale il bilancio ancora provvisorio (i morti finora sono 13 e circa 600 i feriti) è partita la mobilitazione della Caritas albanese e di quella italiana. Il segretario della Conferenza episcopale albanese esprime la vicinanza alle popolazioni colpite e assicura il sostegno della Chiesa. Come contribuire tramite Caritas italiana.