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«Caritas Indonesia si è immediatamente attivata attraverso i team di emergenza della diocesi di riferimento: la diocesi di Bogor sull’isola di Giava e la diocesi di Tanjung Karan sull’isola di Sumatra». Lo annuncia in una nota la Caritas a proposito dello tsunami che ha colpito l’Indonesia, sabato 22 dicembre, causando oltre 280 vittime e più di mille feriti.

Anche se la guerra continua ancora in alcune zone del paese, non mancano in Siria «i primi segni» di una pace prossima. Tra questi «intere città, come Aleppo, che hanno trovato pace e sicurezza». È quanto si legge nel messaggio di Natale di mons. Jean-Clément Jeanbart, arcivescovo di Aleppo dei greco-melkiti, dove viene tracciato un bilancio delle attività pastorali e umanitarie del 2018. 

(Bruxelles) Grecia, Italia, Cipro e Croazia avranno a disposizione 305 milioni di euro in più dalla Commissione europea destinati ad aumentare la capacità di accoglienza dei migranti, proteggere le vittime della tratta di esseri umani e rafforzare la gestione delle frontiere esterne.

«Ora siamo davvero soli, chi ci difenderà?». Questo l'interrogativo che serpeggia e rimbalza sui social network all'interno dei movimenti che in Nicaragua continuano a opporsi al regime sempre più repressivo di Daniel Ortega, dopo la decisione presa ieri, nella tarda serata italiana, dal Governo di Managua: espellere i Commissari della Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh), che era presente dallo scorso giugno nel Paese, dopo l'attivazione del Meccanismo speciale di osservazione della situazione in Nicaragua (Meseni).

Sarà un Natale senza padre Pierluigi Maccalli per la piccola comunità della missione di Bamoanga, a circa 125 chilometri dalla capitale Niamey. Sono passati ormai più di tre mesi da quando il 17 settembre, il missionario italiano è stato rapito, presumibilmente da jihadisti di etnia fulani. 

(da New York) Con 152 voti favorevoli l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha ufficialmente approvato il Global Compact for migration, un accordo non vincolante sulla gestione delle migrazioni ma soprattutto «un percorso e una tabella di marcia verso un'agire umano e ragionevole a beneficio dei migranti, dei loro Paesi di origine, transito e destinazione». 

Il cambiamento climatico è «un problema globale con gravi implicazioni: ambientali, sociali, economiche, politiche e per la distribuzione dei beni». È quanto si legge nella Dichiarazione finale della delegazione della Santa Sede alla 24ma sessione della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop 24), svoltasi nei giorni scorsi a Katowice, in Polonia. 

In Yemen, oltre mezzo milione di persone, in fuga dai combattimenti e senza cibo, si trovano in questo momento a dover sopravvivere senza riparo, al gelo dell'inverno. Il tutto in un contesto in cui si contano 3 milioni di sfollati e 1 persona su 2, vale a dire 14 milioni di yemeniti, è sull'orlo della carestia: di questi 1,8 milioni sono bambini (400mila sotto i 5 anni) e 1,1 milioni donne incinte. Continuano a non avere accesso all'acqua potabile 16 milioni di yemeniti, di cui 11,6 in modo grave. È la «catastrofe umanitaria senza precedenti» denunciata oggi da Oxfam.