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Manifestazioni per le strade delle maggiori città statunitensi, comunicati ufficiali di politici e giuristi, dichiarazioni del presidente Joe Biden, rosari e picchetti attorno alla sede della Corte Suprema, raffica di commenti sui principali media e sui social. La pubblicazione della bozza di un parere del maggiore organo giudiziario del Paese sulla controversa questione dell’aborto ha infiammato l’America

È stato il presidente ucraino in persona, Volodymyr Zelensky, ad annunciare ieri in un discorso video alla nazione l’evacuazione di circa 100 civili dall'acciaieria di Azovstal, a Mariupol. Si tratta di un gruppo di donne e bambini, anche piccolissimi. Un’operazione complessa e delicata gestita dal Comitato internazionale della Croce Rossa e dalle Nazioni Unite. “È difficile per me dire qualcosa in questo momento”, confida al Sir il parroco di Mariupol

“La pandemia da Covid-19, la guerra in Ucraina e il grido disperato che si alza da più parti rendono quanto mai attuali le parole consegnate da B. Pascal al Pensiero n. 367: ‘Noi corriamo senza preoccuparci verso il precipizio, dopo esserci messi qualcosa davanti agli occhi per evitare di vederlo’. Tra le cose che cerchiamo di non vedere e che, comunque, stanno accompagnando verso il precipizio un’umanità sempre meno incline a farsi aprire occhi e intelligenza, vi sono i numeri che registrano le sempre più insopportabili disuguaglianze nella distribuzione delle risorse”. Lo scrive mons. Nunzio Galantino, presidente dell’Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede apostolica), su “Vita Pastorale” di maggio.

“Ogni occupazione porta un male. La Chiesa sta soffrendo come tutti i civili di Kherson. La Chiesa cattolica è stata sempre perseguitata in Russia per questo oggi prega per l’indipendenza dell’Ucraina, prega per tutti coloro che hanno soffrendo e continuano a soffrire a causa delle occupazioni e della guerra”. Mons. Stanislav Szyrokoradiuk, vescovo della diocesi cattolica di Odessa-Simferopol, sul cui territorio si trova anche Kherson, in Ucraina del Sud, parla della situazione nella città che la Russia sostiene di aver conquistato. 

“Nei territori occupati, riceviamo notizie che anche i bambini diventano vittime di quel crimine contro l’umanità”. La denuncia, gravissima, di violenza sessuale anche contro i minori, è dell’arcivescovo maggiore di Kiev, Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, che ieri sera nel suo quotidiano video messaggio dall’Ucraina, parla dell’ennesimo orrore che si sta consumando nel Paese devastato dal conflitto.