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C'è un popolo sconosciuto e silenzioso che viaggia per tutto il Paese, in prima linea nel portare medicine agli anziani, cibo alle famiglie, aiuto a chi ne ha bisogno. Monasteri, parrocchie e centri di comunità, trasformate in luoghi di prima accoglienza e sicurezza. Un viaggio, corredato da foto e video, tra le migliaia di iniziative di bene che hanno accompagnato e sostenuto l'Ucraina in questi 100 giorni di guerra.

“Sono passati 100 giorni dall’inizio del conflitto e i numeri della tragedia Ucraina aumentano di giorno in giorno. Un milione e mezzo di bambini e bambine rischiano una grave crisi alimentare e 6 milioni di bambini non hanno più un tetto dove dormire. È inaccettabile”. Lo ha dichiarato Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia. 

Domenica 22 maggio si è svolto nella cattedrale di Kharkiv il primo incontro per i bambini che da tre mesi si recano qui con i loro genitori per ricevere gli aiuti umanitari. Ad accoglierli c’è sempre il vescovo, Vasyliy Tuchapets, esarca della Chiesa greco-cattolica di Kharkiv. Sono 238 i bambini uccisi e 433 feriti dall'inizio dell'invasione su vasta scala della Russia. Sono inoltre 1.918 i bambini scomparsi

“Mai più la guerra! Lo ripetiamo oggi davanti a ciò che accade in Ucraina, e proteggiamo il sogno di pace della gente, il sacro diritto dei popoli alla pace”. Ricevendo in udienza i volontari del Servizio nazionale di protezione civile, il Papa ha preso in prestito le parole pronunciate da Paolo VI all’Onu, e ha affermato che “ogni guerra segna una resa nei confronti della capacità umana di proteggere. Una smentita di ciò che sta scritto nei solenni impegni delle Nazioni Unite”.