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«Più di 35.000 rifugiati nigeriani hanno attraversato il confine con il Camerun nelle ultime settimane dopo l'acuirsi delle violenze nei dintorni della città di Rann, in Nigeria nord-orientale. Ora si trovano nel villaggio di Goura, nel profondo nord-ovest del Camerun, dove hanno bisogno urgente di cibo, acqua e ripari». Lo denuncia oggi Medici senza frontiere (Msf), che ha lanciato una risposta d'emergenza nell'area.

«L'ora è seria, aumenta la miseria, il bene comune è minacciato. Il Paese è sull'orlo dell'abisso! Tale situazione non può protrarsi ulteriormente». La presa di posizione è della Conferenza episcopale haitiana, che prende posizione sulle proteste contro il presidente Jovenel Moïse, che nell'ultima settimana hanno causato almeno sette vittime, ma anche sulla complessiva situazione di violenza che si vive nel Paese. 

Attualmente sono 187 i casi di cristiani accusati di aver profanato il Corano o diffamato Maometto. Il dato viene fornito al Sir dalla Commissione nazionale giustizia e pace (Ncjp) della Conferenza episcopale pakistana. La legge sulla blasfemia, ricorda la Commissione, «limita fortemente la libertà di religione e di espressione. Nella quotidianità, infatti, viene spesso usata come strumento per perseguitare le minoranze religiose». Il caso di Sawan Masih, condannato a morte.

«Quasi un migrante su quattro in Africa è un bambino, più del doppio della media globale. Almeno 13,5 milioni di bambini sradicati in Africa necessitano di azioni nazionali rafforzate e di una cooperazione regionale e internazionale tra Stati per difendere i loro diritti, preservarli e aiutarli a realizzare il loro potenziale». Lo segnala in una nota l'Unicef, in occasione del vertice dell'Unione africana (Ua) di Addis Abeba.