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“Non abbiamo scelto di fare la guerra, ma siamo stati costretti. Difendere il proprio Paese è una responsabilità civile e tutti sono tenuti a farlo e non necessariamente con le armi”: parola di mons. Vitalii Kryvytskyi, arcivescovo latino della diocesi di Kiev-Zhytomyr (200mila cattolici suddivisi in 160 parrocchie), all’interno della quale insistono città e villaggi come Bucha, Polissyia, Irpin, Vorzel, “martiri” della guerra scoppiata dopo l’invasione russa dell’Ucraina, il 24 febbraio scorso. 

“La gente viene messa sugli autobus, ma molti spariscono. Spariscono i pulmini dove sono caricate le persone e nessuno sa ora dove li hanno portati. C’è la possibilità che siano andati nelle repubbliche di Donetsk e Lugansk. Questi corridoi sono pericolosissimi per la gente perché non si sa dove portano, chi riesce a passare e dove finiscono”. È la denuncia gravissima che il vescovo di Kharkiv-Zaporizhzhia, mons. Pavlo Honcharuk, ha voluto condividere con grande preoccupazione oggi con il Sir. 

Una nuova iniziativa del Parlamento europeo per ricordare l’ex presidente David Sassoli, deceduto lo scorso 11 gennaio. È stato infatti deciso di intitolare a Sassoli la sala che ospita le riunioni dei due principali organismi istituzionali dell’Assemblea, ovvero la Conferenza dei presidenti (i presidenti dei gruppi parlamentari che siedono in emiciclo, più il presidente del Parlamento; delibera sull’organizzazione dei lavori del Parlamento e sulla programmazione legislativa) e il “bureau” (Ufficio di presidenza che comprende il presidente, i 14 vicepresidenti e i 5 questori, organo responsabile per le questioni amministrative, del personale e organizzative del Parlamento stesso). 

Manifestazioni per le strade delle maggiori città statunitensi, comunicati ufficiali di politici e giuristi, dichiarazioni del presidente Joe Biden, rosari e picchetti attorno alla sede della Corte Suprema, raffica di commenti sui principali media e sui social. La pubblicazione della bozza di un parere del maggiore organo giudiziario del Paese sulla controversa questione dell’aborto ha infiammato l’America

È stato il presidente ucraino in persona, Volodymyr Zelensky, ad annunciare ieri in un discorso video alla nazione l’evacuazione di circa 100 civili dall'acciaieria di Azovstal, a Mariupol. Si tratta di un gruppo di donne e bambini, anche piccolissimi. Un’operazione complessa e delicata gestita dal Comitato internazionale della Croce Rossa e dalle Nazioni Unite. “È difficile per me dire qualcosa in questo momento”, confida al Sir il parroco di Mariupol