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Guerra all'Iraq, preghiere e proteste

Manifestazioni spontanee un po' ovunque e appelli alla riflessione, alla preghiera e al digiuno. La Toscana ha reagito così all'attacco all'Iraq delle forze anglo americane scattato poco prima dell'alba di giovedì 20 marzo. Sulla facciata della sede della giunta regionale toscana è stata esposta la bandiera della Regione Toscana listata a lutto, assieme alla bandiera arcobaleno. Gli studenti hanno manifestato in tutta la regione e a Firenze un gruppo ha anche occupato per alcune ore la stazione ferroviaria, bloccando i treni. Anche dai sindacati è arrivata una pronta mobilitazione. Nelle diocesi, intanto, si intensificano le iniziative di preghiera. A Firenze l'Arcivescovo Antonelli ha invitato al digiuno e alla recita del Rosario nelle famiglie; alle 21 tutte le campane suoneranno, mentre una veglia di preghiera si terrà nella basilica della SS. Annunziata. A Prato, il vescovo mons. Simoni, che ha condannato questa guerra come «ingiusta, illegale e crudele» ha invitato per venerdì 21 alle 21,15, in cattedrale, per una veglia di preghiera.

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Parole chiave: guerra iraq (8)

Manifestazioni spontanee un po' ovunque e appelli alla riflessione, alla preghiera e al digiuno. La Toscana ha reagito così all'attacco all'Iraq delle forze anglo americane scattato poco prima dell'alba di giovedì 20 marzo. Sulla facciata della sede della giunta regionale toscana è stata esposta la bandiera della Regione Toscana listata a lutto, esposta assieme a quella italiana ed a quella dell'Onu. Sul balcone sul quale si affacciano gli uffici del presidente della Toscana è stata distesa anche una bandiera arcobaleno percorsa da un volo di colombe bianche. La guerra in Iraq sarà al centro di un dibattito in Consiglio regionale, alle 13 di venerdì 21 marzo.

"C'è un grande rischio che emerge prepotente da questa guerra - ha affermato il Presidente del Consiglio Riccardo Nencini - E' il rischio di un mondo spaccato in due, fra chi ha dalla sua parte tutta la forza, ma non il diritto, e chi non ha la forza di imporre uno stracio di diritto. La causa fondamentale di questa guerra è il tentativo di ridisegnare lo scacchiere geopolitico mondiale. Gli Stati Uniti vogliono ridisegnarlo da soli. Con la forza. Ecco perché dobbiamo dichiararci contro questa guerra - ha affermato Nencini - e tenere alta, specialmente in questo momento, la bandiera dell'Onu, mettendo da parte ogni equilibrismo". Sempre venerdì, presso l'Auditorium del Consiglio regionale (via Cavour, 4 - Firenze), alle 18, si terrà un concerto dedicato alla pace con Nairi Grigorian (ingresso libero).

Gli studenti hanno manifestato in tutta la regione e a Firenze un gruppo ha anche occupato per alcune ore la stazione ferroviaria, bloccando i treni. Anche dai sindacati è arrivata una pronta mobilitazione. Nelle diocesi, intanto, si intensificano le iniziative di preghiera. A Firenze l'Arcivescovo Antonelli ha rivolto un appello al digiuno e alla preghiera per la pace. “L'invito innanzitutto per questa sera – ha detto l'Arcivescovo dai microfono di Rtn - è a digiunare, saltando la cena, e a radunarsi per recitare il rosario nelle chiese". Tutte le parrocchie della Diocesi sono anche invitate a suonare le campane alle 21. "Come comunità diocesana – ha proseguito il Vescovo - saremo insieme nella chiesa della Santissima Annunziata alle 21".

«Questa è una guerra ingiusta, illegale e crudele». Con una «grande afflizione nel cuore» il Vescovo di Prato mons. Gastone Simoni interviene stasera al Telegiornale di Tv Prato. «Se anche il fine fosse buono, quando i mezzi sono intrinsecamente cattivi, tutta l'azione diventa cattiva». E certo – chiosa significativamente il Vescovo – «non saranno certo le argomentazioni delle grandi potenze a fare diventare buona l'azione». Venerdì 21 marzo, alle 21,15, veglia di preghiera in cattedrale.

«Ancora una volta per risolvere complessi problemi si percorre la strada della violenza, che non risolve niente ma acuisce le divisioni e gli odi, generando nuova violenza» Lo ha dichiarato il vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, mons. Rodolfo Cetoloni, «certo di interpretare i sentimenti ed i pensieri delle Comunità cristiane della diocesi». «La guerra preventiva e fatta al di fuori e contro il diritto internazionale, - prosegue il vescovo - non ha giustificazioni morali e rischia di creare serie conseguenze negli organismi e nei rapporti internazionali. Il nostro pensiero va alle vittime innocenti di questa e di tutte le guerre, troppo spesso dimenticate, va alle vittime innocenti che subiscono violenza quando vedono negati i loro diritti umani e civili, quando vedono negata la soddisfazione dei bisogni fondamentali (acqua, cibo, medicine di base)».
«Disarmati di fronte alla violenza» il vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza ha invitato «tutte le Comunità parrocchiali e religiose a pregare il Signore della pace, a promuovere veglie e momenti di preghiera». Una prima occasione a livello diocesano sarà la veglia per i missionari martiri che si terrà la sera di sabato 22 marzo nell'abbazia del Santissimo Salvatore, in occasione della presenza ad Abbadia della reliquia della Santa Croce.
«Invito tutte le Comunità ed i singoli cristiani della diocesi - conclude mons. Cetoloni - a manifestare la sofferenza di questo triste momento ed il loro desiderio di pace, a seminare gesti concreti perché si affermi e cresca una cultura di pace e di solidarietà».

Anche le amministrazioni comunali sono ovunque mobilitate con varie iniziative, spesso convocando i consigli in seduta straordinaria. A Firenze il consiglio comunale straordinario ha approvato un ordine del giorno. Nel documento si chiede di «appoggiare le iniziative di protesta unitarie già annunciate dalle organizzazioni sindacali e da un ampio arco di forze, movimenti e associazioni, democratiche e pacifiche e decide di parteciparvi con il gonfalone della città” e si invita l'amministrazione «a valutare attentamente le proposte già formulate dal Consiglio in merito alla promozione di un incontro tra le religioni e di un incontro fra tutti i Premi Nobel della Pace, anche offrendo Firenze quale sede permanente di questi incontri e quale luogo del confronto e del dialogo pacifico tra i popoli”. Sono stati decisi anche alcuni gesti simbolici quali l'accensione delle torce su Palazzo Vecchio, il rintocco della Martinella e lo spegnimento per alcuni istanti dell'illuminazione pubblica ad un'ora prefissata per tutta la durata della guerra.

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