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Dal n. 14 del 14 aprile 2002

I colpi in Terra Santa feriscono la Toscana

La Toscana segue con trepidazione quanto sta avvenendo in Medio Oriente, anche per i profondi legami che esistono da tempo con la Terra Santa. I commenti del poeta Mario Luzi, del sindaco di Pratovecchio Angiolo Rossi e dei vescovi Alessandro Plotti, Ennio Antonelli, Gasone Simoni e Rodolfo Cetoloni.

«Su Betlemme si sta rovesciando tutto il male. Quel male che purtroppo è presente nel mondo sin dalle origini e che in questo caso tocca l'estremo di brutalità e di perfidia». Parola del più grande poeta italiano vivente, Mario Luzi, che in questi giorni, dalla sua casa fiorentina di Bellariva, segue con trepidazione le notizie che arrivano dal Medio Oriente.

«Siamo cristiani, comunque occidentali civilizzati dalla cultura cristiana e per questo – spiega Luzi – soffriamo in modo particolare nell'apprendere quello che sta succedendo in Terra Santa e nel sapere che per il momento, ma poi per chissà quanto ancora, non potremo recarci in quei luoghi dove sono le radici della nostra fede. È lì, in questo momento, il buco nero di un malessere e di un disagio che coinvolge tutto il pianeta. In Israele e in Palestina questo squilibrio assume un aspetto inveterato, velenoso, forse più che in altri luoghi. Lì si registra un ingorgo di avversità tale da creare una situazione inestricabile dal punto di vista della logica. Sembra che tutto rientri nel di più che la Terra Santa ha avuto in sorte, nel bene e nel male. Comunque, le cose cambieranno, non so ancora in che modo, ma cambieranno. È la speranza paradossale del cristiano: dai luoghi orrendi passa la via della Resurrezione».
La voce più che autorevole di Mario Luzi, non è la sola a levarsi in questi giorni dalla Toscana per testimoniare la sofferenza per quanto sta accadendo in Terra Santa. Gli stessi vescovi della regione hanno voluto un'apposita giornata di preghiera, l'8 aprile, per «raddoppiare» quella indetta dal Papa per il giorno precedente.

«La situazione – a giudizio dell'arcivescovo di Pisa e presidente della Conferenza episcopale toscana, Alessandro Plotti – sta di giorno in giorno precipitando e sempre più si allontana la speranza di una soluzione politica che possa risolvere il conflitto tra israeliani e palestinesi. Betlemme è assediata, le comunità religiose sono allo stremo, così come tutta la popolazione della città. C'è il pericolo – dice Plotti – che il luogo stesso dove è nato Gesù venga profanato e devastato dalla furia di chi pensa che con la vendetta e la rappresaglia si possa sconfiggere il terrorismo».

Nel giorno della festa liturgica dell'Annunciazione, quest'anno spostata all'8 aprile per la concomitanza del 25 marzo con la Settimana Santa, l'arcivescovo di Firenze, Ennio Antonelli, ha inviato anche un messaggio alla città di Nazareth gemellata con il capoluogo toscano. «In questo momento così drammatico per le popolazioni della Terra Santa, in cui, come ha affermato il Santo Padre, sembra sia stata dichiarata guerra alla pace, invochiamo – scrive Antonelli al confratello monsignor Giacinto Boulos Marcuzzo – la Santissima Vergine Annunziata, di cui oggi celebriamo la festa, perché attraverso la sua materna intercessione israeliani e palestinesi possano vincere la logica spietata delle armi, ritrovando la via del dialogo e della convivenza pacifica».

A seguire i fatti di Terra Santa con particolare apprensione è anche il vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, il francescano Rodolfo Cetoloni, che nel gennaio scorso guidò in Israele e Palestina un «pellegrinaggio della solidarietà» con una delegazione toscana di imprenditori, rappresentanti della grande distribuzione, sindacalisti, bancari, associazioni, federazioni, diocesi, fondazioni, comuni, province la Regione, la Caritas... per realizzare accordi commerciali con gli artigiani di Betlemme e sostenere i duemila alunni della Terra Sancta school gestita dai francescani.
Preoccupazione anche in altre diocesi come Fiesole o comuni come Pratovecchio con il suo sindaco Angiolo Rossi, fortemente coinvolti nella realizzazione, tra le altre cose, del St. Francis Millennium Center, grande struttura polivalente che si affaccia proprio su quella Piazza della Mangiatoia divenuta tristemente nota in questi giorni per essere stata teatro dei tremendi scontri tra israeliani e palestinesi prima della fuga di quest'ultimi all'interno della Basilica della Natività.
Anche Prato guarda con preoccupazione al Medio Oriente. Il vescovo Gastone Simoni è stato uno degli ultimi vescovi toscani, al di là di Cetoloni, a recarsi in Terra Santa. Lo ha fatto nel dicembre scorso e da allora sostiene con vigore la causa della pace attraverso i collegamenti diretti della diocesi pratese con Gerusalemme, ma anche attraverso il sostegno ad un comitato cittadino permanente in cui è coinvolta tutta la società civile.
A.F.
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