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Il vescovo di San Miniato Migliavacca in Ucraina e Polonia, viaggio di pace con Caritas italiana e Shalom

Il vescovo di San Miniato Andrea Migliavacca partecipa a un viaggio umanitario a Leopoli e nella diocesi di Przemysil in Polonia, dove saranno visitati campi profughi e consegnati aiuti richiesti. nella diocesi polacca.

Il viaggio, dall’11 al 14 luglio, è organizzato su iniziativa del Movimento Shalom e d’intesa con la Caritas italiana. Una visita che vuole essere un viaggio di fraternità e solidarietà e un incontro tra Chiese: mons. Migliavacca incontrerà il vescovo di Przemysil e il vescovo cattolico di Leopoli, per manifestare la vicinanza della diocesi di San Miniato e assicurare la preghiera per la pace.«Il viaggio – spiega don Armando Zappolini, direttore della Caritas di San Miniato – si inserisce nel solco di una presenza di Caritas italiana, e della nostra Caritas diocesana, a fianco della popolazione ucraina. Le Caritas sono intervenute fin da subito inviando offerte e aiuti, perché le Caritas dell’Ucraina e dei paesi confinanti potessero sostenere le famiglie e accogliere i profughi. La visita vuole dare continuità a questo aiuto, in una relazione fraterna tra le Chiese». L’obiettivo, aggiunge, è anche quello di «vedere la gravità delle conseguenze della guerra e affermare con forza la nostra contrarietà a ogni guerra e al commercio delle armi».Don Andrea Pio Cristiani, fondatore del movimento Shalom, spiega così l’iniziativa: «Un viaggio nel paese aggredito allo scopo di sostenere la difficile vita della popolazione ucraina e soprattutto dei bimbi innocenti che pagano il prezzo più alto. Andiamo a costruire ponti e favorire incontri, vogliamo curare le ferite lancinanti di cuori straziati dalla morte, dall’odio, dalla paura e dalla distruzione. È un segno che vogliamo porre, niente più di un segno. Andiamo come degli sconfitti, inermi, fiduciosi solo nella razionalità dell’uomo e nella imprevedibilità di Dio che solo può sorprenderci agendo nell’intimo degli spiriti». Questa guerra, afferma don Cristiani, «come tutte le guerre non avrà vincitori, ma solo sconfitti. È la madre di tutte le scelleratezze: infami interessi, disprezzo dei diritti umani, deliri di obsoleti imperialismi, balle a quintali. Siamo tutti esausti tranne coloro che ci guadagnano, sopratutto con il grande business delle armi».