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La storia del marchio CE, fondamentale non solo per le mascherine

I prodotti venduti all’interno dell’Unione Europea devono rispettare elevati standard di sicurezza e conformità alle direttive comunitarie, ottenendo il marchio CE per garantire i consumatori sulle prestazioni della merce.

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Allo stesso tempo, il fenomeno della contraffazione è un problema piuttosto serio, come dimostrano i recenti sequestri di mascherine realizzati dalla guardia di finanza durante l’emergenza sanitaria di Covid-19.

Il commercio di prodotti non regolari, sprovvisti di marcatura CE o dotati di una certificazione falsa, comporta un danno economico considerevole per le aziende che seguono le regole, con un impatto di quasi 1 miliardo di euro l’anno soltanto nel settore della cosmesi, secondo i dati dell’Ufficio europeo per la proprietà intellettuale. Inoltre mette a rischio l’incolumità degli acquirenti, con il pericolo di comprare prodotti non sicuri.

Cos’è il marchio CE e come funziona

La marcatura CE è una certificazione di conformità, con la quale viene garantito l’adeguamento del prodotto alle normative europee. Questo sigillo è in vigore dal 1993 ed è applicato sulla merce immessa all’interno del mercato comunitario, sia su quella prodotta in Europa sia sui beni importati da paesi extra UE. La presenza del marchio CE assicura anche il tracciamento del prodotto, affinché in caso di problemi l’articolo sia rintracciabile per determinare le responsabilità di tutti i soggetti.

Ovviamente, non sempre la marcatura CE è obbligatoria, infatti riguarda una serie di articoli specifici come dispositivi elettronici, apparecchi elettrici o alimentati da combustibili, ausili medici, giocattoli, occhiali e molti altri ancora.

Per ottenere il marchio comunitario è necessario passare dei test specifici, allegare un fascicolo informativo dettagliato e realizzare una dichiarazione di conformità, per garantire la sicurezza del prodotto prima della commercializzazione in Europa.

Le differenze tra marchio CE e marchio europeo

Il marchio CE non deve essere confuso con il marchio europeo, infatti il primo è una certificazione che attesta l’idoneità del prodotto, mentre il secondo riguarda la protezione del marchio e della proprietà intellettuale.

Come suggerisce il sito “registrare un marchio”, portale gestito dallo studio legale Safety Brand, è fondamentale che le aziende prestino attenzione alla tutela del marchio oltre che alla conformità dei loro prodotti.

Il marchio europeo è un certificato valido in tutti i 27 stati membri dell’Unione Europea, con il quale è possibile semplificare le procedure della protezione della produzione aziendale. A differenza dei marchi nazionali, quello europeo ne estende l’efficacia in tutta la UE con una durata di 10 anni, inoltre evita la necessità di registrare il marchio singolarmente in tutti i paesi d’interesse per il business della propria azienda.

Per ottenerlo basta presentare una domanda unica presso gli uffici europei di competenza, pagando una tassa forfettaria di 850 euro ed espletando tutta la procedura online. Naturalmente, la richiesta deve essere inoltrata in modo adeguato, rispettando i requisiti normativi previsti dalle disposizioni comunitarie. Per questo motivo è indispensabile rivolgersi a dei professionisti qualificati, assicurandosi che la domanda ottenga un esito positivo.

Perché è importante avere il marchio CE e quello europeo?

Le aziende che vendono i loro prodotti sul mercato europeo, quindi che puntano all’internazionalizzazione del business, devono necessariamente curare entrambi gli aspetti. La marcatura CE è indispensabile per affacciarsi all’estero, ampliando l’attività aziendale in altri paesi comunitari, per garantire il rispetto degli standard europei di sicurezza e conformità della merce commercializzata.

Il marchio europeo invece protegge la proprietà intellettuale dell’azienda, affinché tutta la produzione sia tutelata in ogni suo aspetto. In particolare, questa certificazione preserva l’utilizzo improprio del brand, evitando che altre aziende possano sfruttare la notorietà del marchio creando delle varianti simili. Inoltre, è possibile far valere i prodotti diritti in tribunale, qualora altre società adoperino comportamenti sleali in tal senso.

Come ottenere il marchio CE

Come si è visto, il marchio europeo si ottiene presentando domanda presso l’Ufficio europeo per la proprietà intellettuale, ovvero l’EUIPO, seguendo un procedimento in tre fasi che richiede un supporto professionale specializzato per evitare bocciature e contestazioni.

La marcatura CE, invece, riguarda la creazione di una documentazione specifica, realizzata direttamente dal produttore, con la redazione di un fascicolo tecnico che attesti la conformità del prodotto.

Alcuni articoli sono soggetti a dei requisiti più severi prima dell’immissione sul mercato, come indicato dalle normative comunitarie, con l’obbligo di sottoporre il prodotto ai test da parte di un organismo di controllo indipendente e notificato.

In alternativa, è sufficiente che sia disponibile tutta la documentazione necessaria, da fornire alle autorità competenti, qualora uno dei paesi membri dovesse farne richiesta per eseguire delle verifiche.

Il marchio CE cinese: di cosa si tratta

Ogni anno vengono effettuati sequestri ingenti di merce contraffatta, oppure sprovvista della marcatura comunitaria, con un flusso considerevole proveniente soprattutto dalla Cina. Secondo i dati ufficiali dell’EUIPO, il mercato dei prodotti CE contraffatti vale 121 miliardi di euro l’anno, con un impatto di quasi il 7% sul totale delle importazioni realizzate in Europa e provenienti dai paesi extra UE.

In particolare, un problema piuttosto comune interessa il marchio CE cinese, una marcatura identica a quella europea ma il cui significato è China Export e che quindi non ha nulla a che fare con quello comunitario che indica invece Conformità Europea.

Tra i due esistono differenze minime, infatti in quello europeo le lettere sono più distanziate e le dimensioni leggermente diverse, tuttavia soltanto un professionista è in grado di identificare il marchio cinese e quello europeo.

Per proteggere i consumatori sono disponibili alcuni strumenti utili sul sito web ufficiale dell’Unione Europea, dove è possibile identificare il produttore e verificare se è stata lanciata un’allerta per l’articolo in questione. Allo stesso modo, sono presenti suggerimenti importanti per le aziende europee, per capire come registrare i propri prodotti, come proteggersi dalle forniture irregolari e tutelarsi contro la contraffazione.

Ad ogni modo, è fondamentale la registrazione del marchio europeo, oppure di quello internazionale a seconda dei casi, affinché sia possibile agire per vie legali qualora un’azienda straniera dovesse competere in modo sleale, proponendo articoli di qualità inferiore a un prezzo più basso con un marchio simile.

L'abbinamento della marcatura CE consente di proteggere il proprio business aziendale, riducendo i danni potenziali della concorrenza sleale e tutelando anche i propri clienti.

Fonte: Comunicato stampa
La storia del marchio CE, fondamentale non solo per le mascherine
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