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Repubblica Centrafricana: missionario accusa miniere cinesi. Il Parlamento, «un disastro ecologico»

Aziende cinesi hanno provocato «un disastro ecologico», avvelenando un fiume e «mettendo a rischio la salute» delle comunità: con queste ragioni, a seguito della denuncia di un missionario italiano, una commissione d'inchiesta del Parlamento della Repubblica Centrafricana ha chiesto la chiusura di quattro miniere d'oro.

Miniere in repubblica Centrafricana (Foto Amnesty international)

L'indagine, con un sopralluogo dei deputati, ha riguardato progetti estrattivi avviati nell'area di Bozoum dalle società Tian Xian, Tian Run, Meng e Mao. «L'entità del disastro ecologico scoperta - si legge nel rapporto della commissione - giustifica uno stop immediato».

A sollevare il caso, denunciando lo scarico di sostanze tossiche nel fiume Ouham, era stato nei mesi scorsi padre Aurelio Gazzera. Il missionario, carmelitano, originario di Cuneo, aveva anche pubblicato un video per documentare gli abusi. Secondo la commissione, è possibile che le concessioni minerarie siano state ottenute illegalmente o che comunque ci siano irregolarità sul piano fiscale. «Una produzione media mensile per ciascun sito compresa fra 400 grammi e un chilo - si sottolinea nel rapporto - è incompatibile con i costi giornalieri dichiarati». (www.dire.it)

Fonte: Dire-Sir
Repubblica Centrafricana: missionario accusa miniere cinesi
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