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Santa Sede, mons. Travaglino a Fao: «Prospettiva etica per sviluppo di tutti»

Una «prospettiva essenzialmente etica, all'interno della quale ogni decisione e conseguente azione è frutto» del principio di solidarietà, «base di una convivenza giusta e pacifica tra le nazioni». A richiamarla è oggi, nel suo intervento alla 38ª sessione della Conferenza della Fao, monsignor Luigi Travaglino, nunzio apostolico capo della delegazione della Santa Sede. Solo così, assicura, «si potrà promuovere in concreto l'effettivo sviluppo di tutti e di ciascuno».

L’attività agricola, afferma il presule con riferimento alla programmazione per il prossimo biennio, «rappresenta un fattore essenziale per determinare la generale capacità produttiva di un Paese». Di qui l’auspicio che «siano ampliate le forme di sostegno alle attività e pratiche artigianali» dei Paesi in via di sviluppo», valorizzando in particolare l’agricoltura «su piccola scala, specialmente dall’impresa agricola familiare, al cui interno spiccano la trasmissione di valori fondamentali, la custodia del sapere tradizionale, il rapporto tra le generazioni e il ruolo insostituibile della donna». Proprio alla famiglia rurale la Fao dedicherà il 2014. Per Travaglino occorre «impostare le politiche di sviluppo agricolo combinandole con l’azione internazionale di cooperazione e di assistenza» per «assicurare un adeguato livello di sicurezza alimentare» alle popolazioni e abolire eccessi e sprechi.

Ma la sostenibilità agricola e alimentare sarà più efficace se collegata «ad una piena partecipazione delle popolazioni rurali nella elaborazione di piani d’azione e di strategie». La Santa Sede chiede inoltre «coerenza e fedeltà alle regole» della Fao per quanto riguarda l’uso delle risorse agro-alimentari, «prodotte a livello mondiale in quantità nettamente superiore al reale fabbisogno dell’attuale popolazione», ma che «non riescono a eliminare o almeno a ridurre drasticamente il numero degli affamati». Servono anche linee-guida in materia di diritto all’alimentazione, accesso alla terra, regimi fondiari e compatibilità ambientale. «La preservazione del patrimonio genetico domanda, poi, la responsabilità di vigilare sulle attività che producono danni, spesso irreparabili, riducendo la molteplicità delle specie». Con riferimento al commercio, monsignor Travaglino avverte: oltre a «favorire un aumento della produttività» o «prevedere un accesso il più ampio possibile al mercato degli alimenti», occorre rivedere le «politiche di sostegno pensate solo per garantire zone o interessi particolari e che nella pratica si trasformano in forme di protezione più o meno palesi». Urgente «approntare misure che consentano a tutti i Paesi – in particolare a quelli in via di sviluppo – di disporre degli alimenti necessari e di collocare la propria produzione sul mercato internazionale».