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Sierra Leone: Unicef, «sopravvissuti traumatizzati». Wfp distribuisce aiuti

L’Unicef è intervenuto in Sierra Leone vicino Freetown per valutare le necessità nelle due principali aree colpite dalla frana e dall’alluvione che ha causato almeno 400 morti e 600 dispersi, tra cui molti bambini. Anche l’agenzia Onu Wfp sta distribuendo assistenza alimentare a 7.500 persone. Telegramma del Papa.

La collina franata a Freetown

Preghiere, solidarietà e vicinanza alle famiglie e alle vittime dell’alluvione e dalla frana che hanno colpito lunedì la capitale della Sierra Leone, Freetown, è stata espressa oggi da Papa Francesco, in un telegramma di cordoglio inviato dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin all’arcivescovo di Freetown, Charles Edward Tamba. «Profondamente rattristato per le devastanti conseguenze della frana nei dintorni di Freetown – si legge nel telegramma -, Papa Francesco assicura a chi ha perso i propri cari la sua vicinanza in questo momento difficile». Il Papa «prega per i morti e invoca la benedizione divina, la forza e la consolazione per le famiglie addolorate e gli amici». Papa Francesco esprime anche «solidarietà con i soccorritori e le persone coinvolte negli aiuti a sostegno delle vittime del disastro».

L’Unicef, che si è subito attivato, finora ha fornito teli da riparo in plastica, sacchi per cadaveri, megafoni per controllare la folla. «Molti dei sopravvissuti sono traumatizzati e i familiari sono alla ricerca dei propri cari – racconta l’Unicef -. Le fonti di acqua risultano danneggiate, ed in una zona almeno cento persone – prive di riparo e spaventate per ulteriori inondazioni – si sono rifugiate per la notte in una scuola. Ci sono ancora delle persone che vengono estratte da sotto le macerie – e qualcuna è ancora viva».

L’agenzia Onu World food programme (Wfp) sta distribuendo assistenza alimentare a 7.500 persone colpite dalle ingenti frane e alluvioni. A poche ore dalle frane che, lunedì, hanno colpito alcune zone nei pressi di Freetown, il Wfp ha iniziato a distribuire razioni iniziali di riso, legumi, olio vegetale e sale, sufficienti per due settimane, alle comunità maggiormente colpite di Regent, Sugar Load e Mortomeh, nei dintorni della capitale. L’assistenza sarà fornita sia a chi è sopravvissuto alle frane che alle famiglie ospitanti, oltre che agli addetti ai soccorsi e a chi lavora negli obitori. «Le frane hanno lasciato una scia di morte e devastazione» ha detto Housainou Taal, rappresentante e direttore Wfp nel Paese. «I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno alle vittime e alle loro famiglie. Ci stiamo ora concentrando sui sopravvissuti, in modo che possano ristabilirsi e riprendere le proprie vite». L’esperienza dell’epidemia di Ebola in Sierra Leone ha preparato la comunità umanitaria ad offrire una risposta rapida e congiunta a questa emergenza. Oltre a consegnare assistenza alimentare, il Wfp sta lavorando a stretto contatto con il governo e gli altri partner negli sforzi di ricerca e recupero, specialmente nella fornitura di servizi logistici, mappature geospaziali delle aree del disastro e altro supporto. «Possiamo solo sperare che smettano le piogge e le alluvioni improvvise, così che l’attuale emergenza non si trasformi in una catastrofe più grande», ha aggiunto Taal.

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