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VOCI CONTRO LA GUERRA: PROTESTA DURANTE CERIMONIA DEGLI OSCAR

Nel bel mezzo di una cerimonia per la consegna degli Oscar quanto mai noiosa, il documentarista Michael Moore, che aveva appena ottenuto il premio per il miglior documentario (“Bowling for Columbine”), ha scioccato il pubblico con una forte presa di posizione contro la guerra: “Vergogna su di te, mister Bush, vergogna!” ha detto il giovane documentarista, agitando la statuetta dorata appena ricevuta. Moore ha definito George W.Bush un “presidente fittizio”, frutto di “risultati elettorali fittizi” che ha voluto “una guerra per motivi fittizi”. Mentre la musica che faceva da colonna sonora alla manifestazione cominciava a coprire le sue parole, Moore ha ripetuto concitatamente una frase che aveva già pronunciato in una precedente e più pacata intervista a proposito del fatto che, avendo a suo avviso scontentato tutti, “dal Papa alle Dixie Chicks”, Bush poteva considerarsi “finito”. Le “Dixie Chicks” sono un complesso musicale femminile texano una delle quali, qualche giorno fa, in un concerto a Londra, aveva detto di “vergognarsi” di essere texana come Bush; la sua casa discografica le aveva imposto di chiedere scusa. Dovrà ora farlo anche Moore? Il documentarista ha una sua casa di produzione indipendente e il suo documentario, che prende spunto da una sparatoria in una scuola americana, costituisce un’inchiesta e una denuncia contro la facile e abbondante diffusione di armi ad uso privato negli Stati Uniti e si interroga, peraltro senza risposta, sull’eccesso di violenza che caratterizza alcuni aspetti della vita americana. “Siamo contro di te, mister Bush, vergogna mister Bush!” ha concluso Moore, mentre tra i 3500 invitati in sala si levavano sia vigorosi applausi sia reazioni di disapprovazione. Anche lo spagnolo Pedro Almodovar, stringendo in pugno il premio, ha espresso il suo vigoroso dissenso, altrettanto significativo vista la posizione del suo Paese rispetto alla guerra. Qualche altro premiato, come Chris Cooper, ha fatto ugualmente accenni con toni pacati alla pace, invitando perfino a “pregare”. Per le strade vicine al teatro, raggiunto da alcuni invitati a bordo di auto blindate, si svolgevano contemporaneamente una grande manifestazione contro la guerra, “caricata” dalla polizia che ha effettuato anche alcuni arresti, e una più ridotta contromanifestazione di solidarietà per le truppe americane in Iraq. Molti attori del movimento “Artist united to win without war” (artisti uniti per vincere senza guerra) avevano già da ieri annunciato la loro intenzione di non partecipare alla cerimonia degli Oscar per manifestare il loro dissenso; era perfino circolata la voce che, come accaduto solo tre volte in decenni, l’evento potesse essere sospeso o rinviato.Misna