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L’Europa ha paura, una maledetta paura di essere invasa dai migranti. E quando si ha paura, la ragione si annebbia e si sceglie la via più semplice e forse pericolosa: costruiamo un muro. Così, dopo aver abbattuto 32 anni fa (il 9 novembre 1989) il Muro berlinese della vergogna, ecco che 12 Paesi sui 27 dell’Unione europea lanciano la proposta di alzarne un altro per “proteggere le frontiere esterne dell'Ue di fronte ai flussi migratori”. 

Il calendario approvato dalla conferenza dei capigruppo del Senato prevede che, dopo questa prima settimana in Aula, la discussione generale sul ddl Zan prosegua alle 16,30 di martedì 20 luglio. Nel complesso sono oltre sessanta gli iscritti a parlare. Sempre martedì prossimo, ma alle 12, scadrà il termine per la presentazione degli emendamenti: un momento decisivo per verificare la possibilità di un accordo su una riformulazione del testo in esame

Quanti nonni non potranno più raccontare di sé e della propria vita? Quante storie di vite esemplari saranno andate perdute? Quante carezze, quanti baci, quanti abbracci non sono stati vissuti? Solo da questa drammatica consapevolezza può nascere non solo un nostro personalissimo modo di sentire e vivere questa durissima stagione, ma anche l’urgenza di fare qualcosa per conservare la memoria di questa generazione portata via da un virus venuto da lontano e ben presto diventato padrone delle nostre vite, delle nostre coscienze e del nostro immaginario.

Tre morti (l’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo, il loro autista congolese) hanno riportato all’attenzione degli italiani il fatto che tra i danni, gravi, del Covid-19 in quest’ultimo anno c’è stata anche la fitta nebbia calata su tutto ciò che accade fuori dai nostri confini e da quelli dei Paesi occidentali, e non solo. 

Chissà che cosa sarebbe successo se ci fossero stati i Social all’epoca di San Francesco di Sales, il santo che festeggiamo il 24 gennaio. Lui ha avuto l’idea di diffondere brevi testi stampati, a completamento delle sue prediche, e perciò è diventato il patrono dei giornalisti. Forse però qualche problema con i Social lo avrebbe potuto avere. Diceva cose che erano contrarie al pensiero mainstream tra Cinque e Seicento, l’epoca delle guerre di religione. Predicare l’amore di Dio, a quei tempi, era controcorrente.

Si può scegliere chi vaccinare in base al reddito prodotto come proposto da un'assessore di una regione italiana? In caso di sproporzione tra mezzi a disposizione e persone bisognose di assistenza i medici si possono trovare davanti a un bivio drammatico: a chi dare la precedenza? Un paese civile non dovrebbe mai mettere gli anestesisti davanti a queste decisioni

Ultimo Dcpm... Il premier promette (permette?) che, pur con delle restrizioni, sarà un Natale vero... anche quest’anno! E giù discussioni, fiumi di parole o di inchiostro, pareri, contrasti: natale dell’economia, natale delle vetrine, del cenone, natale delle luci o della neve, o degli alberi... natale col coprifuoco, natale con la messa di mezzanotte alle venti... In tutte queste espressioni ci si trattiene, accuratamente mi pare, dal dire «Natale di Gesù».