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Il presidente della Federazione italiana volontari della libertà ricorda il sacrificio dei partigiani e la lotta popolare per la ricostruzione etica e morale dell’Italia, piegata dal ventennio fascista e dalla guerra mondiale. «L’idea che ci sia un bene comune che deve prevalere, al quale tutti dobbiamo contribuire, deve continuare a essere tenuta in grande evidenza anche in questa fase della vita del Paese».

La Domenica delle Palme, solenne apertura della Settimana Santa, costituisce, per il popolo cristiano, un appuntamento importante, che riempie le nostre chiese al pari, e talvolta più, della stessa veglia pasquale. Per certi versi esso ci riporta al cuore dell’evento cristiano, per altri evidenzia alcune ambiguità nel modo in cui esso è stato tradizionalmente accolto dalla religiosità popolare.

Il voto di ieri in Israele ha sancito la vittoria del premier uscente Benyamin Netanyahu, che si riconferma così per la quinta volta, la quarta consecutiva, alla guida del Paese. Il commento ai risultati di Janiki Cingoli, presidente del Cipmo, il Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente.

Nel dibattito sulla famiglia che ha investito nei giorni scorsi il Congresso mondiale di Verona c’è qualcosa che stride nel proporre il «tifo per» la famiglia. Il rischio di ridurre il tema della famiglia a tema di scontro o «di parte», appare un grave errore e un limite di ogni convegno che ponga il tema della famiglia «contro» qualcuno o qualcosa.

Lorenzo Orsetti, il fiorentino che è stato ucciso combattendo con i curdi contro l’Isis in Siria, è stato definito un «eroe». Ma pur nel rispetto della sua scelta e nella vicinanza a familiari ed amici di questo giovane che ha perso la vita, ci possiamo chiedere cosa significa oggi essere un «eroe»?.

In Italia una legge sullo ius soli c'è dal 1992, ma è chiaramente superata. Il caso dei due ragazzi Rami e Adam, che hanno «salvato» con la loro prontezza una cinquantina di coetanei, riapre il dibattito. A guardarla con occhi liberi da schemi ideologici, la necessità di considerare italiani ragazzi che sono nati nel nostro Paese, che parlano italiano con l’accento di uno dei nostri tanti dialetti e magari vorrebbero diventare carabinieri come Rami e Adam, appare in tutta evidenza un fatto di equità e di civiltà.