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Un gesto vale più di mille parole, recita un vecchio adagio che accompagnava i nostri nonni e che la società del terzo millennio, ma già quella del secolo scorso, ha dimenticato. Ora contano le parole, gli «urli», le «offese». Parlare di povertà, di famiglie, che non arrivano alla fine del mese, per la maggioranza è un «fastidio», perché significa dover fare i conti con quanto ciascuno di noi ha ma soprattutto spreca ogni giorno.

I fatti recentemente emersi a Siena sulle chat tra adolescenti che si scambiavano materiali con contenuti pedopornografici e razzisti non può che indurci ad approfondire la riflessione sull’uso di internet e dei social media tra i giovanissimi e a impegnarci ancora di più per fornire a bambini e ragazzi strumenti di prevenzione dei rischi che le nuove tecnologie portano con sé. Una riflessione e una attività di prevenzione sulle quali l’Istituto degli Innocenti lavora già da tempo.

Questa guerra in Siria contro i curdi è, come tutte le guerre, lacrime e sangue, ma in più è anche ipocrisia e contraffazione, veleno diluito in rosolio, fiele servito con miele. Erdogan ha battezzato la guerra «operazione sorgente di pace». Come diceva Brecht: «Quando chi sta in alto parla di pace la gente sa che ci sarà la guerra». 

Il numero dei parlamentari si riduce da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori elettivi (esclusi i senatori a vita). Hanno votato a favore quasi tutti i gruppi: 553 i sì, 14 i no, 2 le astensioni. Con questo passaggio si completa l'iter parlamentare della riforma che, modificando gli articoli 56,57 e 59 della Costituzione, ha richiesto una doppia approvazione da parte di Camera e Senato.