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Due totalitarismi innescano la guerra, che era cominciata tra Giappone e Cina, in Europa: nazisti e sovietici che il 1 settembre invadono e poi si spartiscono la Polonia. «Una democrazia senza valori si converte in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come insegna la storia», questo il monito di Giovanni Paolo II, di grande attualità anche oggi.

La possibilità di elezioni anticipate resta comunque sullo sfondo, ma adesso c'è in campo un tentativo concreto e costituzionalmente corretto di dare un governo al Paese. Un governo che, se vedrà la luce, nascerà in Parlamento come il precedente e come tutti i governi della Repubblica.

Il G7 chiude i battenti senza decisioni di rilievo. E sul tavolo rimangono numerosi temi da risolvere. Tusk ha portato a Biarritz la voce dell'Ue, sottolineando altri nodi da sciogliere: futuro dell'Africa e migrazioni, Brexit, tutela dei diritti umani e della democrazia. L'Italia, che attraversa l'ennesima crisi politica, non sembra avere al momento voce in capitolo...

Se c'è un dato positivo in questo passaggio così impegnativo per il Paese, è proprio la ritrovata centralità del Parlamento e il riconoscimento del ruolo delle istituzioni nella gestione di una crisi che appare più profonda di un semplice avvicendamento maggioranza- opposizione. Il Paese ha bisogno di ritrovare coesione e solidarietà e di ripartire anche in termini economici. Servirebbe un sussulto di responsabilità da parte di tutti.

Non è comunque automatico che si vada ad elezioni anticipate, ad appena un anno e mezzo dalle precedenti politiche. Il Capo dello Stato deve infatti verificare l'esistenza o meno di una maggioranza alternativa in Parlamento.  Il Presidente della Repubblica potrebbe altresì dare un nuovo incarico (anche allo stesso Giuseppe Conte) per tentare di costituire un altro esecutivo con l'obiettivo prioritario di varare la legge di bilancio e, comunque, di gestire la fase elettorale.

In un solo fine settimana si è registrata una serie impressionante di incidenti stradali mortali per motivi diversi. Una vera e propria strage determinata da guida sotto l’effetto di droga e alcol, velocità e distrazione. Vittime, in gran parte, giovani e giovanissimi. Un fenomeno preoccupante, che ci deve far riflettere sul fatto che la difesa della vita si fa anche sulle strade, specialmente nel periodo estivo.

C' una una nuova «maggioranza silenziosa» in Italia, quella dei «nuovi indifferenti», marchiati dalla globalizzazione. Uomini e donne in preda al terrore di perdere quel tanto di benessere conquistato nel secondo dopoguerra, sembrano ora disponibili a farsi irretire dalle lusinghe di un nuovo strisciante autoritarismo che promette sicurezza in cambio di un’inevitabile limitazione delle libertà.