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Basta provvedimenti spot, governo pensi alle famiglie e alla loro dignità

Un gesto vale più di mille parole, recita un vecchio adagio che accompagnava i nostri nonni e che la società del terzo millennio, ma già quella del secolo scorso, ha dimenticato. Ora contano le parole, gli «urli», le «offese». Parlare di povertà, di famiglie, che non arrivano alla fine del mese, per la maggioranza è un «fastidio», perché significa dover fare i conti con quanto ciascuno di noi ha ma soprattutto spreca ogni giorno.

Famiglia

Non è un fastidio per Papa Francesco, che nelle sue omelie e nei suoi discorsi richiama i cristiani, e non solo loro, a ricordarsi dell’altro, a non passare accanto a una mano tesa senza almeno rivolgersi con un sorriso se non possiamo dare altro. Da qui l’importanza di rilanciare la Giornata mondiale dei poveri: il Papa ha voluto accanto a sé, a mangiare a tavola con lui, quelle persone che tutti i giorni, superando anche un comprensibile sentimento di vergogna, sono costrette a bussare alle mense della Caritas, delle parrocchie, per avere un pasto caldo. In Italia le ultime statistiche disponibili dell’Istat ci dicono che sono 1,8 milioni le famiglie in povertà assoluta, per un totale di 5 milioni di individui. Di questi 1.260.000 sono minori.

Poche cifre che da sole dovrebbero farci riflettere e invece le leggiamo, magari ci scandalizziamo, prima di chiuderle in un cassetto. Bene quindi che Papa Francesco chiami a riflettere. Servirà? Non lo sappiamo ma i primi a farlo dovrebbero essere coloro che governano: non servono provvedimenti spot. Ciò che davvero potrebbe essere utile sono leggi che aiutino le famiglie nel quotidiano, che assicurino un lavoro, e quindi dignità, a tutti, madri e padri che hanno diritto di veder sorridere i figli.

Basta provvedimenti spot, governo pensi alle famiglie e alla loro dignità
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