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Benigni e il miracolo dei quattro anatroccoli

Che Benigni avesse una passione particolare per i miracoli lo si era capito da tempo. Ne parlava già nei suoi spettacoli alle feste dell'Unità, negli anni '70, con tono ridanciano, facendo la parodia delle storie della Bibbia. Ne parla in un film del 1983, Tu mi turbi, dove c'è un Gesù bambino che non può fare il bagno perché resta a galla sulla tinozza, ma anche una guardia all'Altare della Patria che invoca: «Dio, se ci sei, fra dieci secondi neve».
DI RICCARDO BIGI

Parole chiave: roberto benigni (18)

di Riccardo Bigi

Che Benigni avesse una passione particolare per i miracoli lo si era capito da tempo. Ne parlava già nei suoi spettacoli alle feste dell'Unità, negli anni '70, con tono ridanciano, facendo la parodia delle storie della Bibbia. Ne parla in un film del 1983, Tu mi turbi, dove c'è un Gesù bambino che non può fare il bagno perché resta a galla sulla tinozza, ma anche una guardia all'Altare della Patria che invoca: «Dio, se ci sei, fra dieci secondi neve». E la neve arriva.

Il film La tigre e la neve invece è del 2005: lì Benigni recita (in modo clownesco, come si addice a lui) il Padre Nostro davanti alla moglie morente. Che puntualmente si risveglia. Benigni parla di miracoli anche nei suoi commenti alla Divina Commedia, toccando l'argomento insieme a molti altri temi di grande profondità: Dio e l'uomo, il peccato e la grazia, la creazione e il libero arbitrio. Stavolta però il «miracolo» che ha voluto raccontare è qualcosa di diverso. Una storia personale, cosa rara: perché Benigni, che faccia il comico o il poeta, il buffone o il filosofo, ama parlare di cose universali, l'uomo, l'amore, la guerra, la bellezza… Intervistato a «Che tempo che fa», qualche giorno addietro, ha voluto invece raccontare un episodio della sua storia familiare. «Il mi' babbo a un certo punto è andato a fare la guerra...». Due anni di prigionia a Erfurt, poi un viaggio di tre mesi, a piedi, per tornare a casa, nel paese di Misericordia, frazione di Castiglion Fiorentino, dove Roberto sarebbe nato qualche anno dopo. «Quando è arrivato a casa – racconta ancora Benigni – era irriconoscibile, ha visto la mi' mamma e le ha detto: “Ho pensato sempre a te” ed è svenuto, in coma, sul fango del campo». Il racconto prosegue: «Mia mamma non aveva soldi per le medicine, non aveva nulla, solo quattro anatroccoli, con lei c'era la mia sorella più grande che aveva tre o quattro anni. Allora l'ha vestita bene, s'è vestita bene anche lei, è andata con questi quattro anatroccoli alla Madonna del Bagno, ha buttato i quattro anatroccoli ai piedi della Madonna e le ha detto: “È tutto quello che c'ho”, e se n'è andata. Il giorno dopo naturalmente mio padre è uscito dal coma». La Madonna del Bagno è un santuario immerso nelle campagne aretine, in una valletta chiamata Valle di Dio. Di Benigni comico, attore, regista, declamatore di versi sappiamo tutto. Adesso sappiamo anche che se è nato lo deve a sua madre, a suo padre e a quattro anatroccoli pigolanti davanti alla Madonna.

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maria rita vivarelli 03/05/2012 00:00
BENIGNI e' grande da sempre,questo episodio,raccontato da BEnigni a Fazio,l'ho ascoltato,e ho pianto.
"quel periodo,bisognerebbe,che lo vivessero tante persone,di OGGI,che non si accontentano di NULLA,(piu' hanno,piu'desiderano)Per la Madonna,quei Quattro anatroccoli,era un tesoro inestimabile.(tutto quello che aveva clieLO dono'con AMORE)e,ilMIRACOLO AVVENNE!Nonna rita

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