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Dal n. 28 del 23 luglio 2006

Calcio, lettera aperta al tifoso toscano

Caro tifoso toscano, che piangi delle disgrazie tue perché fiorentino e viola, o ridi delle disgrazie altrui perché livornese, empolese o senese. Puzza forte questa sentenza. E allora state attenti, tifosi toscani tutti. Non vi chiediamo, come dovremmo, che cosa sia giusto. Quando la passione calcistica preme, potrebbe suonare ingenuo. Vi chiediamo piuttosto: che cosa conviene?

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DI UMBERTO FOLENA

di Umberto Folena
Caro tifoso toscano, che piangi delle disgrazie tue perché fiorentino e viola, o ridi delle disgrazie altrui perché livornese, empolese o senese. Caro tifoso, sai che cosa si pensa di te in giro per l'Italia? Che brilli per arguzia, che sei divertente con i tuoi motteggi mai banali, magari un poco autocompiaciuti («chi come noi? Nessuno»), che i tuoi striscioni allo stadio non sono mai beceri né banali. Ma anche che sei tanto, troppo provinciale – o comunale? – quando godi delle disgrazie altrui più dei successi tuoi. E che questo è il tuo limite: divisi sempre, uniti mai, neanche quando converrebbe.

Oggi piangono i viola, e ne hanno ben donde. Prima la C2, sopportata con stoicismo. Un fallimento e una C2 che sanno di beffa: dopo la Fiorentina, nessuna grande squadra fallita finirà in C2 né vedrà azzerato il patrimonio giocatori. E squadre ben più malmesse – Roma, Lazio, Parma – si sono salvate misteriosamente. E squadre che hanno pasticciato con passaporti e rolex, e bilanci creativi, eccetera, tutti salvi. Ma questa nuova penitenza in B, all'indomani della conquista della Champions, puzza, e puzza forte. Puzza di giustizia sommaria in stile giacobino. Puzza perché i tifosi viola ricordano bene il finale del campionato 2004-2005, con arbitri come Collina e Rosetti: quali compiacenze, il mani del laziale Zauri sulla linea, non fischiato? Quali vantaggi? Puzza perché la difesa non ha potuto difendersi: niente testi, niente prove, niente di niente. Puzza perché l'unica cosa certa è che la Fiorentina è stata vessata per un intero campionato. I magistrati napoletani ascoltavano le telefonate, assistevano al reato e lasciavano fare, senza intervenire per proteggere la squadra taglieggiata.

Puzza forte questa sentenza. E allora state attenti, tifosi toscani tutti. Non vi chiediamo, come dovremmo, che cosa sia giusto. Quando la passione calcistica preme, potrebbe suonare ingenuo. Vi chiediamo piuttosto: che cosa conviene? Conviene davvero che la squadra guida della regione, la Fiorentina, arranchi di nuovo? Che la giustizia sommaria a un tanto al chilo trionfi? Oggi colpisce i viola, domani potrebbe colpire gli amaranto… Se i tifosi toscani vogliono davvero stupire l'Italia, dimostrandosi per una volta più felicemente arguti che ottusamente provinciali, dovrebbero dimostrare solidarietà alla Fiorentina. Ma anche ai toscani gobbi, gli juventini per i quali la fine della triade e la serie B è punizione accettabile, oltre è vessazione. E ai toscani milanisti, per i quali un anno senza coppe è batosta, sportiva ed economica, sufficiente.

Caro tifoso toscano, pensaci. Nessuno vuole amnistie, nessuno chiede l'oblio. Chiediamo verità e giustizia. La Toscana dimostri di amare la civiltà più di quanto ami trastullarsi con la faziosità.

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