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Comunali, difficile dire chi ha vinto, di sicuro non la partecipazione

In Toscana, con il forte calo dell’affluenza e la frammentazione delle liste, non esistono più le «roccaforti», dove l’esito era scontato in partenza. Il Pd paga le divisioni interne anche dove localmente si è presentato insieme a Mdp.

Elezioni (Foto Sir)

Se in altri tipi di elezioni, come le politiche o le europee, alla fine – numeri alla mano – ci si può fare un’idea di chi ha vinto e chi ha perso, per le comunali è davvero complicato. Ogni caso è un caso a sé, specie se il Comune è piccolo. I partiti, del resto, ci mettono raramente la faccia e si mascherano dietro a liste civiche. E poi, per i Comuni sopra i 15 mila abitanti ci può essere l’incognita ballottaggio, dove astensione e apparentamenti possono ribaltare il voto di 15 giorni prima.

Eppure questa tornata di domenica 11 giugno, che ha coinvolto 450 mila toscani, qualche segnale l’ha dato. Prima di tutto che la disaffezione dei cittadini è in crescita anche nei confronti dell’istituzione che è a lui più vicina. L’affluenza, in netto calo, si è attestata ad un misero 56,71%, addirittura al di sotto della già bassa media nazionale. Poi che non esistono più «fortini» per il centrosinistra, ma ogni sfida sembra potenzialmente giocabile. Che l’«effetto Nogarin» (il sindaco 5Stelle che aveva espugnato la rossa Livorno) sembra svanito quasi del tutto, come del resto è avvenuto anche a livello nazionale con i «grillini» spettatori dei prossimi ballottaggi. A dire il vero nella nostra regione un pentastellato doc si giocherà la poltrona di sindaco domenica 25 giugno a Carrara. Ma in quella città se il centrosinistra non si fosse dilaniato in faide interne e spezzetatto in mille rivoli avrebbe vinto al primo turno. Altro elemento che emerge è che il Pd non ha ancora metabolizzato la batosta del referendum con conseguente caduta del governo Renzi e scissione di Mdp. Ne sa qualcosa il sindaco uscente di Pistoia, Samuele Bertinelli, vicino al governatore Enrico Rossi e ricandidato senza primarie dal Pd, che è rimasto ben 22 punti sotto il risultato di cinque anni prima, anche per la concorrenza dell’ex compagno di partito Roberto Bartoli.

E infine questa tornata ci dice che il centrodestra sta mostrando segnali di vitalità, strappando con liste civiche di aerea sei Comuni al centrosinistra. «La Toscana è sempre meno rossa – commenta il coordinatore regionale di Forza Italia, Stefano Mugnai, che adesso “sogna” di espugnare anche la Regione –. In questi 25 mesi hanno votato per le amministrative comuni che contano un milione di elettori su 2,6 milioni in totale. Prima noi governavamo in queste realtà il 3,59% della popolazione, pari a 36.156 cittadini. Oggi ne amministriamo 344 mila». Ma anche il centrodestra ha i suoi problemi da risolvere, come quello della leadership tra Lega e Forza Italia.

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