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«Dialoghi sull’uomo»: la difficoltà di cambiare del festival di Pistoia

Declinato su «creatività» e «cambiamento» l’imminente (25-26-27 maggio) festival pistoiese («Dialoghi sull’uomo») giunto alla nona edizione e caratterizzato, nel panorama di manifestazioni analoghe, da un concetto («antropologia del contemporaneo») che unisce due fra le prime realtà di una città l’anno scorso «capitale della cultura»: la fondazione bancaria (Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia) e il Comune.

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Luca Nizzoli Toetti, Dialoghi sull'uomo

Un certo tipo di «cambiamento» i pistoiesi lo decretarono un anno fa, quando (forse non solo per i meriti dei nuovi vincitori quanto per i demeriti dei vecchi condottieri) un Comune da sempre nella mani della sinistra passò la guida di una destra forse più … meravigliata che convinta.

Un «cambiamento» di non poco conto che tuttavia, stando al programma della direttrice Giulia Cogoli, non cambia più di tanto l’impostazione del festival. Il comunicato stampa evidenzia infatti una dimensione («la creolitudine, il meticciato, gli incroci e le ibridazioni culturali che sono stati da sempre occasione di forte impulso creativo») non propriamente vicina a quelle forze politiche (Fratelli d’Italia e Lega Nord in primis) da un anno insediate nello spettacolare Palazzo di Giano.

I casi sono due: o il centrodestra ha già «rotto» «le sue «regole» convertendosi subito al «meticciato» oppure lo stemma del Comune su un programma assai altro rispetto alla rozzezza di un centrodestra più amico delle «ruspe» che dei «ponti», dimostra un apprezzabile rispetto, da parte dell’amministrazione, verso la direzione artistica. Oppure, terza ipotesi, al Comune guidato dal giovane Tomasi, non interessa poi molto la dimensione culturale («Il cambiamento è un processo contaminante che marca il discrimine fra ciò che è vivo e ciò che non lo è», sostiene il sindaco firmando il programma).

Chi di sicuro è convinto su quel tipo di impostazione è Luca Iozzelli, presidente della Fondazione Cassa Risparmio: l’istituzione più coinvolta sotto il profilo finanziario. Pare che la rassegna costi attorno ai 400 mila euro. E nelle scorse settimane, nella città delle famose lotte, non è mancata la polemica sulla cancellazione di un altro ciclo («Leggere la città») giunto alla quinta edizione, dai costi (70 mila euro) assai più contenuti e dalla governance assai più locale. È stato il Comune a cancellare «Leggere la città» considerandola un doppione di quei «Dialoghi» invece confermati.

Programma completo dei «Dialoghi» su www.dialoghisull’uomo.it (c’è anche la app che fa seguire meglio orari ed eventuali modifiche).

«Dialoghi sull’uomo»: la difficoltà di cambiare del festival di Pistoia
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