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Il delirio degli stilisti svende il Crocifisso al dio Mercato

Vogliono toglierlo dai muri di scuole e tribunali e ospedali. Per ciò che è e rappresenta. Però, se serve a far soldi, ben venga il Crocifisso, riveduto e corretto secondo il «Catechismo di Cantarelli». Lo stilista aretino ha il problema di emergere tra oltre mille espositori a Pitti Immagine Uomo. Ponza che ti riponza, dal frullatore dei neuroni spunta l'ideona: un Gesù Cristo con le braccia in croce ma appeso nel vuoto, senza chiodi né sangue né spine.
DI UMBERTO FOLENA

Parole chiave: crocifisso (39)

di Umberto Folena

Vogliono toglierlo dai muri di scuole e tribunali e ospedali. Per ciò che è e rappresenta. Però, se serve a far soldi, ben venga il Crocifisso, riveduto e corretto secondo il «Catechismo di Cantarelli».

Lo stilista aretino ha il problema di emergere tra oltre mille espositori a Pitti Immagine Uomo. Ponza che ti riponza, dal frullatore dei neuroni spunta l'ideona: un Gesù Cristo con le braccia in croce ma appeso nel vuoto, senza chiodi né sangue né spine. E vestito di tutto punto, giacca allacciata sopra una camicia bianca aperta sul petto. Geniale! Cristo muore in croce – il Cristo della storia e della fede, il Cristo vero – per l'intera umanità e soprattutto gratis. E allora appropriamocene per vendere il nostro prodotto. Funziona da duemila anni! Ma non basta. Attorno al modello-in-croce (claim: «Devoti allo stile», sic) Cantarelli costruisce un tempio, che poi sarebbe una chiesa scristianizzata, con banchi e altare e due ragazzi «in abiti sacri», che poi sarebbero due preti declericalizzati.

Cantarelli è fiero dell'impresa: «Tramite questa immagine, il buon gusto e l'eleganza si elevano a valori universali, contro la volgarità imperante». E sfida impavido le fatali critiche dei soliti bacchettoni: «Io sono cristiano, la mia famiglia è cristiana e l'azienda è da sempre vicina alla Chiesa». Sarà. Ma dubitiamo che abbia chiesto un parere ad un sacerdote, prima di sbattere la griffe in croce. Buon gusto (per lui) o gusto pessimo (per noi), c'è chi sa far di peggio. Nelle stesse ore lo stilista Carlo Chionna metteva in croce se stesso, rivestito d'un umile panno ai fianchi, con tanto di legno e nubi tempestose. E il claim: «Perdona loro perché non sanno quello che indossano…». Chionna, «crociato» del Made in Italy, «spera che il “sacrificio” non sia vano» (delirio testuale dal suo sito internet).

E allora: il Crocifisso vero va eliminato perché offensivo, secondo il verbo dei laicisti; ma il Crocifisso taroccato va bene, se è a servizio del dio Mercato e fa girare i quattrini. La speranza è che le due campagne facciano flop. Altrimenti il rischio è che, dopo il Crocifisso, venga il turno della Madonna…

Il delirio degli stilisti svende il Crocifisso al dio Mercato
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Luciana Frangioni 20/01/2011 00:00
E' veramente uno schifo, questo è il miglor commento che si può fare ...
Luciana
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Ennio Borghini 16/01/2011 00:00
Firenze 16/01/2011
Stà scritto " siete tiepidi...vi vomito.." L'idiozia umana non conosce più i limiti! Si è elevata all'altezza di colui che è L'innominabile, l'inconcepibile,l'indimostrabile cioè DIO! Si sfida DIO! E che Dio sia magnanimo! Bisogna ritornare al terrore della bontà di Dio!!
Ennio Borghini

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