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L'Italia e la stabilità dell'Eurozona tra appelli, boutade e richiami

L'uscita del presidente della Commissione bilancio della Camera, il leghista Claudio Borghi, costringe il premier Conte a ribadire che «l'euro è la nostra moneta ed è per noi irrinunciabile». Il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani rincara: «uscire dall'Eurozona una sciocchezza sesquipedale». Fra battute e volti scuri, cresce l'attesa per le decisioni del governo sulla manovra finanziaria e lo sforamento del deficit

Juncker, presidente della Commissione europea (Foto Sir)

Piazza Affari giù, spread su, nuove tensioni nel governo. Giorni di fibrillazione a Roma, che rimbalzano sulla scena europea. Da Bruxelles e Strasburgo, infatti, si infittiscono le puntualizzazioni, le richieste di chiarimenti e soprattutto gli appelli perché l'Italia onori i suoi impegni verso gli stessi cittadini italiani e verso l'Europa nel complesso.

«Servono modifiche alla manovra». «Lo dico da italiano e da patriota: il governo modifichi la manovra finanziaria» che «non sta raccogliendo il consenso dei mercati, degli investitori e che rischia di mandare in fumo i risparmi di milioni di italiani»: a margine della seduta plenaria del Parlamento europeo, in corso a Strasburgo, il presidente dell'Assemblea, Antonio Tajani, formula un appello a Roma e al premier Conte. «Il problema - afferma - non è Bruxelles, non è Juncker, o Moscovici o la Commissione europea». Tajani, mantenendo l'abito del presidente dell'Eurocamera, entra nel merito delle vicende italiane perché - l'intenzione è chiara - le economie degli Stati aderenti sono interconnesse e, più ancora, la stabilità dell'Eurozona potrebbe essere minacciata da qualunque dei 19 Paesi che adottano la moneta unica. Così Tajani fa riferimento alla sostenibilità della manovra che in queste ore viene definita a Roma e indica la necessità di modifiche «a favore della crescita, degli investimenti, delle infrastrutture».

L'incontro con Savona. Sollecitato dai giornalisti, Antonio Tajani risponde, seppur indirettamente, alla boutade del presidente della Commissione bilancio della Camera, Claudio Borghi, che aveva affermato: «L'Italia, con una sua moneta, sarebbe in grado di risolvere i propri problemi». Uscire dall'euro creerebbe, per Tajani, «danni devastanti al Paese, alle imprese», agli interessi delle famiglie e dei cittadini. «Mi auguro - insiste - che la posizione dell'Italia sia invece quella espressa dal presidente del Consiglio Conte». Quindi ribadisce: «Uscire dall'euro è una sciocchezza sesquipedale». In serata Tajani incontrerà il ministro Savona, cosa gli dirà? «Gli dirò in privato - risponde alla domanda del cronista - quello che dico in pubblico», cioè che «questa manovra va cambiata. Che l'Italia è un Paese fondamentale per l'Europa e per il mondo» e che «certe scelte di politica economica danneggiano i cittadini».

Conte: «L'euro è la nostra moneta». Dal canto suo il premier Giuseppe Conte aveva già affermato: «L'Italia è un Paese fondatore dell'Unione europea e dell'Unione monetaria e ci tengo a ribadirlo: l'euro è la nostra moneta ed è per noi irrinunciabile. Qualsiasi altra dichiarazione che prospetti una diversa valutazione è da considerarsi - sottolinea - come una libera e arbitraria opinione che non ha nulla a che vedere con la politica del Governo che presiedo».

Dialogo Bruxelles-Roma. Non manca l'ennesima puntualizzazione dalla Commissione europea per voce del vicepresidente Ue Valdis Dombrovskis: «La Commissione ha introdotto una comunicazione sull'uso della flessibilità, e l'Italia è il Paese che più ne ha beneficiato. Il problema è che le discussioni sulla bozza di manovra finanziaria vanno in una direzione che oltrepassa questa flessibilità». Dombrovskis aggiunge: «Il presidente Juncker ha detto che dobbiamo applicare le regole del Patto. Ed è quello che la Commissione è pronta a fare. Juncker ha ricordato che dobbiamo essere rigidi ed equi» con l'Italia, tenuto conto del fatto che l'Italia «ha il secondo debito pubblico nell'Ue dopo la Grecia e il più alto costo per il servizio del debito nella Ue», cioè gli interessi: da qui la necessità che l'Italia «si attenga a politiche di bilancio responsabili per mantenere i tassi a un livello accettabile». La Commissione invia comunque messaggi di disponibilità a un confronto costante con Roma.

Problema da risolvere insieme. L'obiettivo, per tutti, rimane quello della stabilità dell'Eurozona. Tanto è vero che il ministro austriaco dell'economia, e presidente di turno dell'Ecofin (ministri finanziari Ue), Hartwig Loger, da Lussemburgo afferma: «Abbiamo regole comuni e mi aspetto che» il ministro italiano «Giovanni Tria, dopo tutti i bilaterali di ieri, sia pronto a rafforzare la discussione anche a livello italiano». Loger ricorda che «il 15 ottobre è la data in cui si può decidere in che direzione si può reagire» alla manovra italiana. «L'Eurogruppo è un Unione monetaria, siamo insieme in questa famiglia e dobbiamo risolvere insieme la situazione della stabilità».

Fonte: Sir
L'Italia e la stabilità dell'Eurozona tra appelli, boutade e richiami
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