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L’ambiente come dono di Dio, ce lo insegnano i santi

Il mondo è in fermento e i giovani lo stanno gridando. È quanto in sintesi sta avvenendo in questo 2019 sui temi ambientali. Il vertice Onu dei giovani sul clima dal 21 al 23 settembre, l’adozione della strategia sull’economia circolare Ue, le iniziative nel tempo del Creato della Chiesa cattolica, anche in chiave ecumenica, ci restituiscono un quadro incoraggiante.

Percorsi: Ambiente - Giovani
Greta nel suo appello all'Assemblea dell'Onu (Foto Sir)

I Fridays for Future ne rappresentano la punta dell’iceberg, e in molte altre occasioni si moltiplicano le iniziative di formazione. Questa è stata l’estate delle spiagge plastic free. Non tutto ciò che brilla è propriamente luce, ma i fini sono condivisibili. Grande assente la leadership politica internazionale che, tra grandi assenze (ancora una volta Trump), qualche resistenza ben nutrita (alcuni paesi in via di sviluppo), qualche punta di indifferenza sospetta (alcuni paesi del Medio Oriente), non riesce ad indirizzare le politiche pubbliche in modo univoco.

La Chiesa cattolica, da parte sua, dopo la Laudato Si’ non è più la stessa. Seppure con fatica si introduce il tema ambientale anche nei percorsi di pastorale, di educazione e di evangelizzazione. Lo sviluppo sostenibile è un tema nuovo solo per coloro che non vogliono vedere e rappresenta un’urgenza ecologica che l’uomo post moderno vive e che è crisi antropologica, cioè di valori. I cattolici possono prelevare dall’immenso deposito della Chiesa un chiaro insegnamento sul tema ambientale.

La storia della Chiesa mostra che il rapporto col Creato è fondamentale per l’evangelizzazione ed è, mi si permetta, parte del kerygma. Il cristianesimo insegna che l’ambiente è dono; dono per sé e per gli altri. La peculiarità dell’insegnamento non è nel colorare un po’ di verde i discorsi teologici o le omelie, ma è quella di mostrare con la testimonianza concreta di vita che il rapporto con la natura ha a che fare profondamente con Dio. Questa è la specificità cristiana e cattolica: la natura è un dono e noi siamo creature, l’uomo è custode del creato e non spietato dominatore a cui tutto è concesso e permesso; egli deve penetrare con la propria ragione oggettiva (la scienza) e azione soggettiva (le intenzioni e i saperi tradizionali) le leggi naturali e, senza rompere il rapporto col creatore, destinarle al bene comune. Cosa che in realtà non è facile: si pensi ai temi della custodia della vita incipiente, della scelta dei metodi produttivi in economia e della redistribuzione delle risorse come atto di giustizia.

La Laudato Si’ affonda le sue radici nell’opera umile dei monasteri europei in cui benedettini e cistercensi hanno costantemente curato la casa comune, le foreste, le acque; in una parola il rapporto con Dio. Il Cantico dei cantici, S. Ildegarda di Bingen, S Francesco, i santi monaci fondatori rappresentano il sentiero da seguire per comprendere in modo corretto i temi ambientali. La loro opera sapiente ed equilibrata tra tradizione e innovazione, la profonda capacità di meditazione e preghiera, l’attesa speranzosa dei frutti della terra coltivata, il ringraziamento per i doni ricevuti così come essi sono, rappresentano le pietre miliari dell’insegnamento cristiano sui temi della cura ambientale; essi possono essere rivolti anche ai non credenti e si pongono come una proposta etica per disegnare il futuro dell’umanità insieme. La sostenibilità delle politiche pubbliche è ancora non dimostrata e concreta; per realizzare ciò c’è bisogno di fare formazione, che è la grande assente da tutto questo nostro tempo.

*Ufficio pastorale sociale della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro; ricercatore al centro Eurac Research di Bolzano

L’ambiente come dono di Dio, ce lo insegnano i santi
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