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Lettera aperta a un bambino del 2013

Cosa possiamo augurare a chi si affaccia alla vita in questo anno?

Caro bambino che sei appena nato o nascerai nel 2013, complimenti! Non era semplice nascere adesso. Lo era molto di più venti, trenta, cinquant’anni fa, quando non c’erano i telefonini ma la gente si parlava sul serio; non c’erano i social network ma i cuori erano più vicini. Complimenti quindi a te e soprattutto ai tuoi genitori. Sperando che tu li abbia… Noi comunque ti vogliamo bene.

Con i complimenti, sono d’obbligo gli auguri. Ti auguriamo di svegliarti al mattino non con i cartoni animati ma con un bacio della tua mamma. Di avere dei nonni che ti raccontino tante storie. Osiamo? Osiamo: di avere perfino dei fratelli e delle sorelle!

Quando avrai 18 anni, potresti andare a votare (bene! Vorrà dire che l’Italia sarà ancora una democrazia…) con una legge elettorale meno odiosa del porcellum attuale: una possibilità remota, ma perché non sperare? Per te sarà normale non sprecare, riciclare, essere parsimonioso, perfino risparmiare un poco: siamo troppo ottimisti?

Esageriamo: ti auguriamo di poter studiare con maestri appassionati e di svolgere la professione sognata, qualunque essa sia, senza che nessuno meno meritevole di te ti passi davanti, senza che qualche adulto grifagno e invidioso del tuo talento goda nel soffocare le tue speranze e nel ficcarti in eterne liste d’attesa. Ma, se disgraziatamente così non fosse, lotta. Combatti con tutte le armi pacifiche che saprai inventarti, come non abbiamo saputo fare noi.

Ti auguriamo di innamorarti perdutamente di tutto ciò che è bello e non finisce mai. Di vivere intensamente le tue passioni. Di avere fede. E poi… L’augurio è che il prossimo 21 dicembre, con un anno di ritardo per il solito dannatissimo ingorgo nei pressi di Antares, i Maya tornino sulla Terra a bordo delle loro aeronavi a forma di pannocchia. Non si erano estinti, erano partiti lasciandoci precise indicazioni sulla data del loro rientro. Ci porteranno meravigliose notizie e formidabili racconti e noi staremo occhi e bocche e orecchi spalancati e poi… Impossibile? No, improbabile. Ma non più del fatto che tu sia riuscito a venire alla luce, portandocene un po’, in questi tempi troppo bui.

Lettera aperta a un bambino del 2013
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