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Politici troppo impegnati a litigare, consoliamoci con ciò che va bene

Che strano Paese il nostro: tra un mese si vota per un referendum voluto da una larga fetta di politici (vogliono diminuire il numero dei parlamentari tanto loro sanno che non verrebbero comunque rieletti) ma la stragrande maggioranza degli italiani neppure sa che è chiamata al voto. 

Politici troppo impegnati a litigare, consoliamoci con ciò che va bene

Lo hanno voluto in molti, per qualche costituzionalista è in gioco persino la democrazia di rappresentanza, ma nessuno ne parla. Sono troppo impegnati a litigare: il Pd di Nicola Zingaretti contro l’Italia Viva di Matteo Renzi, con i Cinquestelle che ogni tanto alzano i toni solo per far credere, ma non è chiaro neppure se loro stessi ne sono convinti, di esistere ancora. E non sta meglio il centrodestra di Matteo Salvini, Giorgia Meloni e quel che resta del partito di Silvio Berlusconi. Pure tra loro, se si dimenticano per un attimo gli appelli del leader della Lega agli italiani (solo per dire che vuole essere processato o ribadire il suo no agli immigrati) c’è poco, a parte i malumori di Fdi proprio contro l’ex ministro dell’Interno e le critiche alla maggioranza: un po’ come sparare sulla Croce Rossa ma senza indicare soluzioni.

Intanto, come si legge anche sulle pagine di questo numero di Toscana Oggi, l’Istat ci dice che siamo un paese che non fa più figli, che tra qualche decennio sarà praticamente spopolato perché anche gli immigrati quando arrivano prendono subito l’esempio dagli italiani e smettono di farli. Il tutto mentre a Roma si continuano ad annunciare provvedimenti spot contro la denatalità ma nessuno si occupa davvero delle famiglie. Sono troppo impegnati a litigare.

Tra tre mesi si vota anche in Toscana per il rinnovo del Consiglio regionale. Qui qualcosa di certo sembra esserci: il fondista Eugenio Giani (Pd), attuale presidente dell’Assemblea regionale, ha lanciato da tempo la corsa alla presidenza. Subito ha perso la sinistra e, magari, prima delle elezioni potrebbe perdere qualche altro cespuglio e molti voti di imprenditori e commercianti considerando che il nuovo blocco allo sviluppo dell’aeroporto di Firenze è frutto dell’iniziativa di sindaci del Pd o comunque di sinistra . Una corsa la sua per ora più difficile anche perché solitaria: al momento l’unica altra candidata certa è Irene Galletti, consigliera regionale di M5S, che in una guerra interna è riuscita a far fuori il collega di partito Giacomo Giannarelli grazie al voto sulla piattaforma Rousseau (ben 859 preferenze contro 646, numeri che persino i Liberali nella prima Repubblica riuscivano a superare nell’allora Toscana Rossa). Galletti candidata per ora è comunque dispersa tra le stanze del Consiglio regionale.

Per non parlare anche in Toscana del centrodestra. Salvini, sempre lui, aveva assicurato, a ottobre, che entro il 30 novembre sarebbe stato annunciato il candidato. Poi la prudenza ha spinto lui e i suoi alleati ad aspettare il voto in Emilia Romagna. E dopo il risultato, sembra proprio che né Fdi né la Lega vogliono far correre uno dei loro in una Regione dove i demeriti del centrosinistra (tanti) non sarebbero sufficienti ad assicurargli la vittoria. Per questo il candidato che molti vedono come probabile uscirà dalle file di Forza Italia, partito che anche in Toscana non se la passa meglio rispetto al resto del Paese.

Nonostante questa situazione politica possiamo consolarci. Lo facciamo aprendo il settimanale con l’ennesimo successo di un gruppo di ricercatori toscani grazie ai quali c’è molto della nostra regione nella sonda che studierà il sole da vicino. Con loro anche noi corriamo verso altre galassie. E ci consoliamo sapendo che un professore fiorentino è tra coloro che hanno preparato il prossimo incontro di Bari delle Chiese del Mediterraneo. E pure con i due toscani premiati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per gesti «comuni» ma non più usuali. Insomma motivi per consolarci ne abbiamo ma certo non ci arrivano dai politici: loro sono troppo impegnati a litigare.

Fonte: Tog
Politici troppo impegnati a litigare, consoliamoci con ciò che va bene
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