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Dal momento che la regista franco-tunisina Manele Labidi è nata a Parigi, lì ha lavorato ed è tornata in Tunisia solo per girare «Un divano a Tunisi» e che la protagonista del film Selma Derwich ha vissuto per dieci anni a Parigi, si è laureata in psicanalisi e torna a Tunisi per aprire uno studio, bisogna pensare che, pur nella diversità delle professioni, gli elementi autobiografici del film siano forti e importanti.

Il mito dell'Ondina viene da lontano: se ne trovano tracce nell'antica Grecia, ha un peso non indifferente nel folklore germanico, è stato indicato dall'alchimista Paracelso nelle sue opere.

Salvatore Mereu è sardo e ama la propria terra, al punto da assumersi ogni rischio possibile pur di raccontarne la storia, lo scempio, la tradizione, la modernità. Soprattutto il dolore: un dolore che viene da lontano ma che non è più lo stesso, un dolore che era strettamente legato al rapporto con la terra e che diventa inscindibile dalla perdita di quel rapporto.

Autore di documentari e cortometraggi, Mauro Mancini esordisce nella regia di un lungometraggio con Non odiare. Un titolo programmatico, un argomento complesso, un risultato non compiuto soprattutto per certe schematizzazioni e per qualche soluzione troppo accelerata per risultare veramente credibile.

Con quattordici documentari girati tra il 1998 e il 2010, Andrea Segre sembrava aver dato una direzione precisa alla propria carriera artistica.

Da sempre Christopher Nolan gioca con il tempo mettendone in discussione le coordinate, i punti fermi e le certezze.

Presentato all'ultimo festival di Berlino, "Volevo nascondermi" di Giorgio Diritti è la nuova conferma di un autore profondo, mai banale, coerente nella sua ricerca di uno stile realistico che allontana le divagazioni, la regia ingombrante, l'artefazione e la poesia d'accatto.

Il cinema di Gianni Di Gregorio, settantunenne romano, da «Pranzo di ferragosto» a «Gianni e le donne» a «Buoni a nulla», non ha in realtà grandi pretese.

Ricordiamo bene come nel 2001 il governo argentino, travolto da un'inflazione gigantesca, emanò una legge che limitava la possibilità di prelevare denaro dalle banche. E sappiamo come questo rappresentò la rovina per tanti piccoli risparmiatori che lo seppero soltanto a cose fatte, a differenza dei grandi correntisti (quindi capitalisti) che furono avvisati per tempo e presero qualunque contromisura.