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Per quanto la tecnica e le atmosfere messe in campo da Yorgos Lanthimos siano competenti e di volta in volta inquietanti, spiazzanti, misteriose, continuiamo a pensare che il regista greco sia un provocatore a fondo perduto.

A ben guardare, il film di Dominic Savage non è strettamente la storia di una crisi coniugale, ma piuttosto un monologo interiore che mette in guardia dalla trappola dell’abitudine. 

Un film sulla poetessa americana Emily Dickinson che si tiene lontano da quegli aspetti melodrammatici che in nome dello spettacolo caratterizzano molti film biografici. Davies si conferma regista capace e fuori schema.

Alice Rohrwacher prosegue sulla strada di un cinema spoglio, quasi naif . È un film troppo contraddittorio, ambiguo, fatto di potenzialità che non prendono mai una forma definita per poterlo definire riuscito o valido.

Pur essendo una favola, non è un film retrò. Come tutte le favole, osserva la realtà con occhi diversi da quelli dell’analista o del sociologo, ma non per questo ottenendo risultati meno analitici e incisivi. 

Garrone, portando sugli schermi la vicenda del canaro della Magliana, Pietro De Negri, e dell’atroce vendetta da lui messa in atto nei confronti di Giancarlo Ricci si è assunto dei rischi. Ma il film non è una storia compiaciuta di violenza, è un desolante dramma della solitudine nel quale il compiacimento per quanto mostrato è proprio l’ultimo dei pensieri dell’autore.

Più compiacimenti che intuizioni in un’opera non facile da giudicare, che oscilla tra verità e menzogne. Uno spettacolo sopra le righe che comunque alla fine può non dispiacere al diretto interessato, strepitosamente interpretato da Toni Servillo.

Abbiamo sempre ritenuto Wim Anderson più bizzarro che ispirato, ma questo film di animazione che racconta l’eterna lotta per la libertà in un non tempo e non spazio che la rende universale questa volta ci ha convinto senza riserve.

Una pellicola politica nonostante l’apparenza di commedia generazionale. La rappresentazione dei contrasti tra padre e figlio ha una portata più ampia del semplice confronto individuale.

Una pellicola che diventa una riflessione profonda su quello che ognuno di noi dovrebbe fare per provare a cambiare le cose.