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Il regista Antonello Grimaldi, che finora si è diviso tra cinema e televisione (come Distretto di polizia) torna al cinema con un film tratto d aun romanzo di Bruno Burbi che ambirebbe a raccontare quanto lontano possa portare il voler tener fede senza ripensamenti al sentimento dell’amicizia a rischio di mandare a monte tutto il resto. Ambirebbe...

Che Dolan sia capace di girare un film, ormai è una verità evidente. Ma che questa sua bravura tecnica la applichi ossessivamente a problematiche personali che si riconducono a una sorta di autoanalisi ininterrotta, è senza dubbio un’altra verità.

Al film di Rohena Gera Sir è stato aggiunto un Cenerentola a Mumbai che, anche posto che possa avere un fondamento (e per noi non è così), indirizza lo spettatore in una direzione che potrebbe essere fuorviante. «Sir» è, semplicemente, l’appellativo con il quale la domestica Ratna si rivolge al padrone Ashwin.

Brightburn non è, come potrebbe sembrare, cosa accadrebbe se Superman fosse cattivo, che a rigor di termini sarebbe anche una domanda abbastanza banale. Il punto nodale è: chi decide di essere un supereroe? E perché? Il che mette in campo altre questioni interessanti come ad esempio il rapporto tra aspettativa e risultato.

Il film di Jarmusch lascia interdetti se non indifferenti. Presentato in apertura del recente festival di Cannes, rielabora la saga dei morti viventi dando l'impressione di non sapere esattamente dove andare e limitandosi a giochi verbali che, a tutti gli effetti, riguardano soltanto i vivi e lasciano i mostri quasi in secondo piano, come fossero poco più del trauma scatenante per indicare l'assoluta inadeguatezza dell'umanità.

Selfie, forse impropriamente definito documentario dove la classificazione più giusta dovrebbe essere film-documento, è un film senza storia. Alessandro Antonelli e Pietro Orlando non sono soltanto i protagonisti, ma anche gli autori. Ferrente ha voluto e ottenuto che fossero loro stessi a riprendersi con un iPhone intervenendo soltanto per evitare che l’entusiasmo li portasse a nascondersi per mostrare di sé soltanto la parte che volevano esporre al giudizio degli altri.

Nel serrato confronto tra Buscetta, la cupola mafiosa, la legge e lo Stato, Bellocchio ha intravisto la possibilità di mettere in scena un faccia a faccia tra figure di eccellente teatralità che portano il fatto storico su un piano di vera e propria rappresentazione scenica. Un film che sorprende per chiarezza, lucidità e gestione dei toni di grottesco. Bellocchio al suo meglio.

La verità per Almodóvar passa attraverso la rielaborazione di un passato che è allo stesso modo autobiografico e cinematografico. Almodóvar riesce per una volta a dire certe verità riguardo la propria vita senza essere provocatorio o aggressivo.

Zoabi invece dell’ironia sceglie proprio lo sberleffo e trasforma la frontiera tra Israele e territori arabi nel set di una vera e propria commedia degli equivoci

In un certo senso Stanlio e Ollio è un film sulla prigionia della comicità, ovvero sulla maledizione di dover far ridere sempre e comunque. John C. Reilly e Steve Coogan hanno dato una prova maiuscola calandosi perfettamente in personaggi così impegnativi e così fissati nella memoria del pubblico.