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Le premesse potevano  far immaginare sviluppi completamente diversi. Invece il film porta verso una direzione piuttosto fuorviante. Né è indenne da responsabilità l'interpretazionedei protagonisti.

In Spielberg convivono senza problemi l’uomo d’esperienza arrivato a 71 anni e un eterno bambino ancora capace di entusiasmarsi di fronte alle innovazioni della tecnica ma anche all’intero universo di cultura popolare.

«Un sogno chiamato Florida» diventa un esperimento veramente interessante e difficilmente ripetibile su apparenza e sostanza, su verità e menzogna, su luci e buio

Dall’inizio alla fine il film di Davis è una vetrina di errori marchiani in riferimento alle pratiche ebraiche, allo svolgersi  delle cerimonie, alle fondamenta stesse dell’ebraismo.

Eli Roth firma il remake della pellicola del 1974 interpretata da Charles Bronson e replicata dallo stesso in cinque film. Ma questa volta il protagonista ha le sembianze di Bruce Willis.

Le dinamiche che abitualmente muovono il cinema di Polanski, siano esse il conflitto, l’assurdo, il mistero, l’ossessione, si mostrano improvvisamente incapaci di rinnovarsi. E il problema vero non è il riferimento ad altri film,piuttosto l’incapacità dell’autore di trasformarli in qualcosa di proprio.

Pessimismo, gelo dei sentimenti e impossibilità per l’individuo di prescindere dalla propria natura a scapito dei rapporti umani caratterizzano anche quest’opera di Anderson

Alle radici de «La forma dell’acqua» di Guillermo Del Toro sta un intento ben preciso che non è romantico né fantastico né fiabesco, ma semplicemente politico.

Non solo un film di smaccata propaganda nazionalista che usa Dio, patria e famiglia a sostegno di un'ideologia che chiameremo veterotestamentaria. Ma anche un film sbagliato nella scrittura e nella struttura.

Quel che è riuscito a Spielberg è esattamente  fare del cinema (quindi finzione) con materiale storico  (quindi verità) senza che le due componenti entrassero mai in conflitto.