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I nostri fratelli più piccoli: «PAULINE & PAULETTE»

Pauline ha sessantasei anni e il cervello di una bambina. Ha sempre vissuto con la sorella Martha, che l'ha accudita amorevolmente come una madre. Ma, quando Martha muore, il testamento prevede che le sostanze siano equamente divise tra le tre sorelle viventi, a patto che una delle altre due si occupi di Pauline senza metterla in un istituto.

I nostri fratelli più piccoli: «PAULINE & PAULETTE»

DI FRANCESCO MININNI

Ci vuol poco a vedere la vita con altri occhi: basta sorridere. Anche e soprattutto rendendosi conto che non sempre è facile. Ogni volta che Hollywood affronta il tema degli handicappati, ad esempio, non si può fare a meno di notare come la scelta cada sempre su casi difficili quanto si vuole, ma mai realmente fastidiosi o sgradevoli (caso da manuale: «Rain Man»). D'altra parte, quando sono gli europei a occuparsene, è facile cadere nell'eccesso opposto: chi ricorda «Il sapore dell'acqua» o «Uneasy Riders» non ricorda niente di piacevole. È pertanto un'occasione particolare il film del belga Lieven Debrauwer «Pauline & Paulette».

Pauline ha sessantasei anni e il cervello di una bambina. Ha sempre vissuto con la sorella Martha, che l'ha accudita amorevolmente come una madre. Ma, quando Martha muore, il testamento prevede che le sostanze siano equamente divise tra le tre sorelle viventi, a patto che una delle altre due si occupi di Pauline senza metterla in un istituto. Cécile, che vive a Bruxelles con un uomo francese, non ha alcuna intenzione di prenderla con sé. Paulette, che ha un negozio di tessuti ed è la diva locale delle operette, tenta di «educarla» alle proprie esigenze. Ma con il suo incrollabile candore, Pauline riuscirebbe a far vacillare il più deciso degli uomini. Anche perché non è detto che la vita senza di lei sia proprio quella che uno sognava...

È veramente un film delizioso «Pauline & Paulette». Mai cupo e disfattista, non è neppure stupidamente accondiscendente o inutilmente sorridente. Debrauwer riesce con estrema semplicità a mettere in scena due mondi: quello che noi chiamiamo realtà quotidiana e quello di Pauline, meravigliosamente interpretata da Dora van der Groen. La conclusione, che sembrerà scontata soltanto a chi crede di vivere in una telenovela, è che i due mondi devono assolutamente trovare un punto d'incontro. Con un perché che forse è la scoperta dell'acqua calda, ma che dovremmo cercare di non dimenticare mai: perché Pauline ha diritto di esistere ed è in grado di donare qualcosa al prossimo, e soprattutto perché nessuno ha il diritto di accantonare la sua esistenza come se fosse qualcosa di sbagliato di cui doversi vergognare. Il tutto narrato da Debrauwer con i toni giusti: molti sorrisi, molta poesia, molti colori pastello, ma niente che distolga lo spettatore dal tema centrale del racconto. Si potrebbe quasi dire che «Pauline & Paulette» sia un film che, pur essendo pieno di tristezza, è narrato con gioia. Se volete, potete anche chiamarlo «Rain Woman»: ma resta il modo migliore di cominciare l'anno nuovo.

PAULINE & PAULETTE di L. Debrauwer. Con D. van der Groen, A. Petersen, R. Bergmans

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