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Dal n. 40 del 7 bovembre 2004

«SE MI LASCI TI CANCELLO»

Lo sceneggiatore Charlie Kaufman ha scritto per Spike Jonze e per Michel Gondry. Copioni bizzarri, sicuramente originali e sempre molto difficili da trasformare in film. Più che un indagatore dell'animo umano, Kaufman può essere considerato un virtuoso del cervello, sempre pronto a individuarne angoli oscuri e trabocchetti. Quasi sempre in forma di commedia, ma con un retrogusto amaro che impedisce un divertimento a tutto tondo e lascia molto spazio per il male di vivere. Anche «Se mi lasci ti cancello», nonostante i disperati sforzi della distribuzione italiana per trovare un titolo fuorviante, è tutt'altro che una commedia.

«SE MI LASCI TI CANCELLO»

DI FRANCESCO MININNI
Lo sceneggiatore Charlie Kaufman ha scritto per Spike Jonze («Essere John Malkovich», «Il ladro di orchidee») e per Michel Gondry («Human Nature»). Copioni bizzarri, sicuramente originali e sempre molto difficili da trasformare in film. Più che un indagatore dell'animo umano, Kaufman può essere considerato un virtuoso del cervello, sempre pronto a individuarne angoli oscuri e trabocchetti. Quasi sempre in forma di commedia, ma con un retrogusto amaro che impedisce un divertimento a tutto tondo e lascia molto spazio per il male di vivere. Anche «Se mi lasci ti cancello», nonostante i disperati sforzi della distribuzione italiana per trovare un titolo fuorviante, è tutt'altro che una commedia. Così come Jim Carrey, nonostante qualche capatina nel reame della smorfia, è tutt'altro che un saltimbanco demenziale. In un certo senso, il film di Gondry è un tentativo, intelligente ma non del tutto riuscito, di ambientare una vicenda sentimentale all'interno di un cervello.

Joel Barish scopre che la fidanzata Clementine, dopo averlo lasciato, si è recata nella clinica «Lacuna» e se lo è fatto cancellare dalla memoria. Depresso e rabbioso, Joel pretende il medesimo trattamento. Ma, a cancellazione in atto, decide che non vuole più farlo e, impossibilitato a comunicare con i tecnici all'opera, comincia a nascondersi negli anfratti della memoria per tentare di eludere le macchine.

Il messaggio che arriva forte e chiaro da Kaufman e Gondry è: non lasciamoci cancellare il passato, di qualunque genere sia. Sarebbe come ricominciare da zero ogni mattina e, quindi, rifiutare il bello e il brutto (cioè l'esperienza) che la vita ci ha riservato. Il che, si capisce bene, può essere applicato a tutto lo scibile umano per riscrivere (o semplicemente togliere di mezzo) intere pagine di storia. C'è poco da ridere, perché i progressi della scienza alla faccia dei principi etici aprono scenari nuovi e inquietanti con i quali prima o poi dovremo confrontarci.

Il problema di Kaufman è il narcisismo: convinto di essere un genio bizzarro, non rinuncia ad alcuna forma di virtuosismo per dimostrarlo a sé e agli altri. Così quella che poteva essere una storia lineare e di immediata fruizione, diventa un labirinto dai ritmi molto lenti e più dispersivo che sostanziale. Jim Carrey e Kate Winslet si calano con naturalezza nei personaggi e forniscono prove di maturità, ma non possono ovviare ai problemi della sceneggiatura. Charlie Kaufman sembra convinto che l'esistenza umana sia governata dal caso e che chiunque, con i mezzi appropriati, possa sostituirsi a Dio. È così che la sua sceneggiatura, partendo da un'idea geniale, arriva a una conclusione soddisfacente passando attraverso mille diramazioni. Cinquecento delle quali inutili.

SE MI LASCI TI CANCELLO (Eternal Sunshine of the Spotless Mind) di Michel Gondry. Con Jim Carrey, Kate Winslet, Kirsten Dunst, Elijah Wood. USA 2004; Drammatico; Colore

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