Bach e la Bibbia

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Se c’era una Lipsia capitale della teologia e legata alla realtà storica del luteranesimo, ve n’era un’altra dall’anima laica e illuminista, capace di cogliere le raffinate galanterie che il secolo sapeva proporre, una petit Paris sur la Pleisse.

Solo comprendendo la maestosità dell’ufficio liturgico in essere allora, con funzioni che duravano all’incirca tre ore (ma lo Hauptgottesdienst poteva arrivare anche a quattro ore), si può capire l’importanza della musica nella solennità di tale contesto.

L'imponente organizzazione delle pratiche religiose, pianificate secondo un rigido protocollo che investiva trasversalmente tutte le chiese di Lipsia, attraverso la quale la gerarchia poteva avere un controllo pressoché totale sulla vita dei cittadini, si riflette anche sul piano degli studi, che vedono in Lipsia un centro vitalissimo riguardo agli studi teologici.

Avvento. Nelle quattro domeniche prima del Natale che aprivano l’anno liturgico era vietato celebrare matrimoni, e la musica era ridotta al solo uso dell’organo. Ma nella prima Domenica di Avvento, era permessa una cantata: le uniche scritte da Bach sono appunto le BWV 36, 61, 62. Natale. Ciascuna delle feste maggiori (Natale, Pasqua e Pentecoste) si festeggiava per tre giorni.

La liturgia in uso a Lipsia è argomento fondamentale per comprendere lo spirito del magistero bachiano, che dal 1723 accoglie in sé le duplici mansioni di Thomaskantor e di Director Musices. 

Simbolo di Lipsia, la Thomaskirche era stata eretta nel 1212 e affidata inizialmente a monaci agostiniani. La sua pietra incarna lo spirito della cultura luterana all’epoca di Bach, con i suoi 39 metri di lunghezza, 25 di larghezza e 45 di altezza.

«Lui vi sarà una strada maestra e la chiameranno “via santa”» (Isaia, 35,8). Parole scritte nel destino di Bach verso la sua ultima stazione. Dopo il suo peregrinare, da Eisenach a Ohrdruf, e poi Lüneburg, Arnstadt, Mühlhausen, Weimar e Köthen, eccoci finalmente arrivati alla meta finale del suo percorso, quello che segna l’età matura e con essa la fine delle peregrinazioni. Lipsia, la città dei tigli (Linde, Lipa, Leipzig) accoglie il viandante Bach fra i suoi 29.000 abitanti, tanti ne erano in quel 1723.

Con il primo libro del Clavicembalo ben temperato (1722), cui si aggiungono altre composizioni per cembalo come il Klavierbüchlein per Anna Magdalena, nonché le mirabili Suites Inglesi e Suites Francesi, oltre agli straordinari otto Concerti per tastiera, archi e continuo, finisce il tempo di Köthen (1717-1723).

Bach dà tutto se stesso per l’educazione dei figli. Il più grande didatta della storia li cresce a suon di musica. E per loro Bach dedica alla tastiera (la traduzione del titolo è un errore storico da quel Das Wohltemperierte Klavier, che vuol dire La tastiera ben temperata) uno dei più grandi monumenti musicali, che riunisce in sé molti aspetti

Oratorio di Natale BWV 248, è una delle più celebri composizioni sacre di Bach. Si tratta di un ciclo di sei cantate per il periodo natalizio, composte nel 1734 e ascoltate per la prima volta a Lipsia nelle chiese di San Tommaso e di San Nicola, dal carattere comunque unitario.