Bach e la Bibbia

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È la prima delle due grandi Passionmusiken che ci sono pervenute. Un lavoro compiuto nel tempo, sedimentato e stratificato in momenti creativi diversi: quasi un’opera aperta a diversificate soluzioni. Una grande avventura dello spirito si cela dietro questo monumento dell’arte musicale chiamata a raccontare la più somma delle avventure dello spirito.

Nel Necrologio (BD III, 666) si cita che Johann Sebastian Bach compose cinque Passioni, fra le quali una era con doppio coro, che è la Matthäus-Passion BWV 244. 

Cugino della cantata sacra è l’oratorio, il quale può avere un testo dal carattere narrativo e dialogico, come accade nell’Oster-Oratorium, oppure affidare il racconto a un cantante che fa le parti dell’Evangelista, come accade nelle Passioni o nel Weihnachts-Oratorium o anche nello Himmelfahrts-Oratorium.

La terza e la quarta annata a Lipsia sono avare di documenti e di cantate a noi pervenute. Circostanze oscure impediscono di indagare l’immenso labirinto relativo ai doveri di Bach verso l’ufficio liturgico. Fra silenzi e assenze, per ritrovare una cantata è necessario aspettare la festa di San Michele del 1728, tre mesi dopo l’inizio della quarta annata.

Era l’11 giugno 1724 (prima domenica dopo la Trinità) e il 27 maggio 1725 (Trinità) le festività furono esattamente cinquantasette.

Il calendario liturgico a Lipsia contava 59 festività, e le cantate settimanali composte da Bach ci sono pervenute quasi integralmente.

Nei primi anni di Lipsia, dovendo produrre una o due cantate alla settimana, Bach fu costretto a riutilizzare lavori già composti a Weimar o a Köthen: parodia, elaborazione o adattamento per nuove opere la cui riuscita non era minimamente inficiata da tale prassi, che risaliva lontano nel tempo fino al Rinascimento (Savonarola, è noto, prendeva le canzoni note e spesso sconce della banda di amici di Lorenzo il Magnifico, ne mutava il testo, e ne faceva una lauda sacra).

Il coro della Thomasschule era composto da 55 elementi suddivisi in quattro cantorie, ciascuna delle quali poteva contare su 12 cantori, 3 per registro di soprano, contralto, tenore e basso.

Nel 1747, anno in cui il numero 14 compare due volte, Bach venne accolto come quattordicesimo membro della «Correspondierende Societät, der musicalischen Wissenschaften», un organismo accademico nato sull’onda di una pubblicazione periodica Neue Eröffnete musikalische Bibliothek…, organo ufficiale della Societät. 

Nei suoi primi anni a Lipsia, Bach viene chiamato a inaugurare o a dare consulenze per vari organi, e così nel 1723 si reca nella chiesa parrocchiale di Störmthal, un sobborgo a sud di Lipsia; nel 1724 va a Gera e collauda gli organi delle chiese di San Salvatore e San Giovanni; fra la fine del 1731 e l’inizio del 1732 va a Stöntzsch, presso Pegau, e nello stesso anno va a Kassel, dove pernotta a lungo nella locanda Città di Stoccolma collaudando l’organo della Chiesa di San Martino.