Bach e la Bibbia
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Johannes-Passion BWV 245

È la prima delle due grandi Passionmusiken che ci sono pervenute. Un lavoro compiuto nel tempo, sedimentato e stratificato in momenti creativi diversi: quasi un’opera aperta a diversificate soluzioni. Una grande avventura dello spirito si cela dietro questo monumento dell’arte musicale chiamata a raccontare la più somma delle avventure dello spirito.

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Fu eseguita la prima volta il 7 aprile 1724, Venerdì Santo, alla Nikolaikirche come preparazione alla celebrazione della Pasqua ebraica, ma non si può escludere una esecuzione precedente, anche parziale (tre arie provengono sicuramente dal tempo di Weimar). In ogni caso violenta fu la controversia fra Bach e il Consiglio Municipale sul luogo da scegliere per l’esecuzione (Bach avrebbe preferito la sua chiesa di San Tommaso).

In San Tommaso fu eseguita un anno dopo, il 30 marzo 1725, e abbiamo la seconda versione della partitura, che consta di quattro differenti versioni. L’unica partitura a noi comunque effettivamente pervenuta è quella del lascito di Carl Philipp Emanuel.

Complesso il problema del testo, che a differenza delle altre Passioni, non ci è pervenuto in una edizione a stampa. La narrazione è ovviamente quella di Giovanni 18, 1-40 e 19, 1-42, ma la sorpresa di due interpolazioni da Matteo (nn. 12c e 33). Tutto tende all’affermazione finale della fede e della sua conoscenza. La Johannes-Passion prevede, oltre al testo evangelico, dei Kirchenlieder, una serie di brani madrigalistici di libera invenzione. Tre i momenti principali: Gesù e l’autorità giudaica; Gesù e Pilato; Gesù sulla croce.

Johannes-Passion BWV 245
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