Bach e la Bibbia
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Lipsia

«Lui vi sarà una strada maestra e la chiameranno “via santa”» (Isaia, 35,8). Parole scritte nel destino di Bach verso la sua ultima stazione. Dopo il suo peregrinare, da Eisenach a Ohrdruf, e poi Lüneburg, Arnstadt, Mühlhausen, Weimar e Köthen, eccoci finalmente arrivati alla meta finale del suo percorso, quello che segna l’età matura e con essa la fine delle peregrinazioni. Lipsia, la città dei tigli (Linde, Lipa, Leipzig) accoglie il viandante Bach fra i suoi 29.000 abitanti, tanti ne erano in quel 1723.

Percorsi: Musica

Una città ad alto valore musicale: il Consiglio Comunale era composto da tre sezioni, ciascuna delle quali di dieci membri: una delle sezioni in seduta permanente, le altre a riposo, tranne nei casi di importanza strategica. La nomina del Thomaskantor rientrava fra gli atti fondamentali, e per l’elezione di Bach a tale incarico fu appunto convocato il Consiglio Comunale in seduta congiunta. Il Consistorium (consesso di religiosi e laici) vagliava le delibere comunali e aveva la sua sede nella Chiesa di San Tommaso: all’epoca lo sovrintendeva Salomon Deyling. Costui mise Bach a suo agio nel consentirgli di operare nella massima libertà artistica: il vasto repertorio di cantate di questo periodo (1723-1750), ispirate alle Scritture che il calendario liturgico prevedeva nelle varie festività, e legate dunque agli argomenti del sermone da approfondire, è conseguenza di una stretta e proficua collaborazione fra il Kantor e l’autorità, tesa a garantire che l’osservanza della tradizione potesse avvenire nella più alta espressione di sapientia.

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