Commento al Vangelo

Commento al Vangelo stampa

La Pasqua che quest'anno ci attende, la festa di Resurrezione che insieme vivremo, ha tutta la caratteristica di essere una «Pasqua della strada». Ci eravamo inoltrati nel Terzo Millennio col passo giovane del nuovo inizio; la grande stagione giubilare, con la purificazione della memoria e della vita, ci aveva riconsegnati ad una innocenza di attese e di progetti che sembrava lievitare la «pasta ferma» dei giorni.
DI MANSUETO BIANCHI

13 aprile, Domenica delle Palme. Una delle cose che più mi impressiona nel racconto della passione nel vangelo di Marco è il silenzio di Gesù. Questo diventa di nuovo evidente nella lettura liturgica della domenica delle Palme dove, come celebrante, mi viene riservata la parte di Gesù. Da quando viene arrestato nel Getsemani rare e brevi sono le sue parole: una dichiarazione quanto mai improbabile, vista la condizione del prigioniero, davanti al Sinedrio; un enigmatico «tu lo dici» davanti a Pilato; un grido grande articolato in una preghiera o meglio in una domanda prima di morire. Oltre queste pochissime parole e il suo silenzio, stanno le accuse, le false testimonianze, gli insulti, le percosse, i tradimenti, gli schiaffi, gli sputi, le torture, i chiodi, il supplizio della croce. Eppure quanta gente intorno a lui: le guardie del tempio, il sommo sacerdote e il Sinedrio, Pilato e i suoi soldati, i discepoli e Pietro, le donne e la gente. Tutti hanno qualcosa da dire. E Gesù tace. Una predica senza parole.
DI ANGELO SILEI

5ª domenica di Quaresima.
In questa ultima domenica di Quaresima, prima dell'ingresso nella Settimana Santa, la liturgia ci presenta una terapia davvero sconvolgente. È una terapia che nessuno vorrebbe praticare. È una terapia che anche Gesù, nel momento di assumerla, ha istintivamente respinto. È una terapia per la quale è difficile trovare un'espressione che la riassuma. Per definirla è opportuno riascoltare alcune parole di questa liturgia.
DI ANGELO SILEI

30 marzo, quarta domenica di Quaresima. C'è una terapia che Dio applica continuamente alla nostra vita malata. È una terapia che a volte non avvertiamo. Anzi spesso ci sentiamo trascurati proprio in questo. È la terapia dell'amore. La parola di questa domenica ce lo ripete in ogni modo: Dio ha premure incessanti verso di noi, Dio ci ama con amore grande, Dio ci ha tanto amato che ha dato suo Figlio.
DI ANGELO SILEI

23 marzo, terza domenica di Quaresima. La fede si esprime fondamentalmente in due aspetti: la vita e il culto, il ritmo dell'esistenza con le sue responsabilità e i suoi impegni e il ritmo della liturgia con i suoi appuntamenti e i suoi riti. Sono i due ambienti più comuni della fede: nel mondo e nel tempio. Ma sia nel mondo come nel tempio rischiamo una vita malata: nel mondo con comportamenti fuori delle regole, nel tempio con espressioni false e solo esteriori. Per guarire ecco la ricetta: la Legge di Dio nelle «Dieci Parole» e un culto autentico, senza compromessi.
DI ANGELO SILEI

Domenica 16 marzo. La seconda domenica di Quaresima indica una terapia sempre fondamentale per la guarigione dello spirito: il monte. La montagna fa sempre bene: offre aria fine e pulita, impegna nella salita. Fa bene uscire dall'atmosfera spesso inquinata della pianura. Fa bene camminare un po' verso l'alto. Ci ossigena. Ci irrobustisce. Così è per lo spirito. Il monte è il luogo dell'incontro con Dio.
DI ANGELO SILEI

9 marzo, seconda domenica di Quaresima. La Quaresima è un tempo utile per la guarigione dello spirito: così suggerisce una preghiera alla fine della liturgia del Mercoledì delle Ceneri. La conversione è guarigione. Il dono di questo tempo liturgico è una terapia efficace per ritrovare benessere. Ne abbiamo bisogno e ne ha bisogno il nostro mondo. La situazione attuale della storia umana e lo stile di vita e di pensiero dominante nella nostra società manifestano sintomi di profondo malessere e di disagio: il mondo è ammalato. La proposta di questa Quaresima è: curarsi per guarire. Dobbiamo essere disponibili a questa terapia. Gesù ne è il medico e il modello. La Quaresima è offerta a tutti come un quarantena dello spirito.
DI ANGELO SILEI

2 marzo, 8ª domenica del tempo ordinario. «Perché i tuoi discepoli non digiunano?»: con questa critica i discepoli di Giovanni e i farisei si presentano a Gesù. Essi sono contrariati dal comportamento dei discepoli e dall'aria troppo allegra che si respira intorno a Gesù. Sono convinti che la religione si deve esprimere in esercizi impegnativi. Il digiuno è uno di questi esercizi. «Digiuno due volte la settimana», dichiara con orgoglio il fariseo della parabola di Luca (18,12).
DI ANGELO SILEI

Domenica 23 febbraio, 7ª del tempo ordinario. Faccio una cosa nuova: aprirò una strada nel deserto. Io cancello i tuoi misfatti, non ricordo più i tuoi peccati». Fu la promessa di Dio per bocca del profeta Isaia. E per il popolo di Israele si compì il tempo triste del suo esilio: attraversò il deserto e da Babilonia ritornò a Gerusalemme. Fu una esperienza di salvezza spirituale e politica.
Con Gesù un evento mai visto si attua davanti agli occhi di tutti: un uomo viene perdonato dei suoi peccati e liberato dalla sua malattia. Se ne va alla fine alleggerito di ogni peso, risanato nello spirito e nel corpo. L'annuncio del regno prende strade nuove e più profonde: tocca non solo il corpo ma anche lo spirito. Molte guarigioni avevano segnato l'inizio della predicazione di Gesù. Ora la sua parola si avventura su un fronte inaudito e gli uomini sentono una dichiarazione che può venire solo da Dio: «ti sono rimessi i tuoi peccati».
DI ANGELO SILEI

16 febbraio, 6ª domenica del tempo ordinario. Il vangelo di Marco, che quest'anno accompagna il nostro cammino di fede attraverso la liturgia, ci mostra un Gesù assediato dalla gente, provocato dai demoni, circondato dai malati. Ci dice poco delle sue parole. Ci dice invece molto sulle sue azioni. Marco vuole che ci lasciamo provocare dai suoi gesti, più che dai suoi discorsi. Vuole suscitare in noi l'interesse verso la persona di Gesù, prima che verso i suoi insegnamenti. Il vangelo è ispirazione a fare, più che a pensare. E una delle cose che Gesù ha fatto è stata quella di cambiare delle regole. Una di queste regole prescriveva la separazione ed esclusione dell'«impuro».