Commento al Vangelo

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13 ottobre, 28ª domenica del Tempo Ordinario. Gesù ha amato il segno del pasto nella sua vita. Non dette inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea manifestando la sua gloria durante un pranzo di nozze? E non partecipò al pranzo di gioia per la vocazione di Matteo, al pranzo del perdono per la peccatrice in casa di Simone il lebbroso, al pranzo della conversione in casa di Zaccheo il pubblicano, al banchetto dell'amicizia con Lazzaro, Marta e Maria, al banchetto dell'abbondanza messianica sui prati di Galilea con la moltiplicazione dei pani?
DI SILVANO PIOVANELLI

27 ottobre, 30ª domenica del Tempo Ordinario. L'Apostolo Paolo, scrivendo alla comunità di Tessalonica, indica con chiarezza l'impegno di ogni comunità: diventare «modello di tutti i credenti» e far riecheggiare dappertutto la parola del Signore accogliendo la Parola con la gioia dello Spirito Santo. I Tessalonicesi hanno seguito l'insegnamento dell'Apostolo, il quale ha sottolineato come nessun altro l'indivisibilità dell'amore di Dio e del prossimo.
DI SILVANO PIOVANELLI

Oggi è la trentatreesima domenica del tempo ordinario, la penultima domenica dell'anno liturgico, che si concluderà con la Festa di Cristo Re, e la Chiesa con la parabola dei talenti ci avverte: è vicina la resa dei conti dinanzi a Dio, il quale ci ha affidato «i suoi beni», dando «a ciascuno secondo le sue capacità».
DI SILVANO PIOVANELLI

10 novembre, 32ª domenica del tempo ordinario. Gesù stesso ci dà la chiave per comprendere la parabola delle dieci vergini: «Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora». «Vegliate» è la parola che fiorisce sulle labbra del Cristo quando egli parla del suo ritorno nella gloria: «state pronti, perché nell'ora che non immaginate il Figlio dell'uomo verrà» (Mt. 24,44).
DI SILVANO PIOVANELLI

3 novembre, 31ª domenica del Tempo Ordinario. Il brano evangelico di questa domenica appartiene al capitolo 23° del Vangelo di Matteo, che registra una serie di rimproveri e di accuse contro gli scribi e i farisei di una violenza inconsueta, sino all'invettiva «serpenti, razza di vipere, come potrete scampare alla condanna della Geenna?» (23,33).
DI SILVANO PIOVANELLI