Commento al Vangelo

Commento al Vangelo stampa

Domenica 29 dicembre, Sacra Famiglia. La pace che Gesù è venuto a portare sulla terra è destinata a tutti gli uomini e a tutte le donne della terra. Poiché la famiglia resta il vero fondamento della società, costituendone il nucleo naturale e fondamentale come riconosce la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (Art.16,3), la famiglia ha con la pace un rapporto strettissimo.
di SILVANO PIOVANELLI

22 dicembre, quarta domenica d'Avvento. Abbiamo proprio bisogno di ascoltare il canto degli Angeli sulla grotta di Betlem: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama». Tanta è la violenza dilagante, tante le situazioni di instabilità sociale e di povertà endemica, tante le ingiustizie perpetrate contro i deboli e i poveri, tanti i conflitti accesi e le guerre minacciate che la pace sembra a volte una mèta irraggiungibile!
di SILVANO PIOVANELLI

La terza domenica di Avvento (15 dicembre) era conosciuta come la domenica «Laetare» (cioè «Rallegrati») dalla prima parola del canto d'ingresso. Siamo alla terza tappa del nostro cammino verso la venuta del Signore e il nostro cuore è profondamente contento. Nella liturgia di oggi risuonano molte grida di gioia.
DI SILVANO PIOVANELLI

Domenica 8 dicembre, Immacolata Concezione di Maria. La seconda domenica di Avvento quest'anno cade il giorno 8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. La coincidenza sottolinea una presenza ed un rapporto che appartiene al mistero dell'Avvento. Il Papa Paolo VI lo espresse il 24 aprile 1970, in una omelia ai fedeli di Sardegna presso il Santuario di Nostra Signora di Bonaria, con queste parole audaci che qualcuno, superficialmente, potrebbe giudicare pietistiche: «Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani, cioè dobbiamo riconoscere il rapporto essenziale, vitale, provvidenziale che unisce la Madonna a Gesù, e che apre a noi la via che a lui conduce».
DI SILVANO PIOVANELLI

1° Dicembre 2002: prima Domenica d'Avvento. Oggi inizia l'Avvento, cioè quel tempo della liturgia che ci prepara al Natale, alla celebrazione dell'Avvento o «venuta» del Signore nella nostra carne. Appunto, la Nascita di Gesù Cristo. A dire il vero, le origini dell'Avvento come tempo di preparazione al Natale sono incerte, si rifanno al IV secolo e determinano l'Avvento come tempo tipico dell'Occidente – quattro settimane nel rito romano, sei settimane nel rito ambrosiano – mentre l'Oriente ha soltanto una preparazione di pochi giorni al Natale.
DI SILVANO PIOVANELLI

24 novembre, solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo. La festa di Cristo Re alla fine dell'anno liturgico dice con forza che Gesù il Cristo è il punto di approdo della storia dell'umanità e della nostra vita personale. Tutti saremo dinanzi a Lui: tutte le genti, dice la pagina di Matteo, ebrei e gentili, greci e barbari, uomini e donne, credenti e non credenti.
DI SILVANO PIOVANELLI

13 ottobre, 28ª domenica del Tempo Ordinario. Gesù ha amato il segno del pasto nella sua vita. Non dette inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea manifestando la sua gloria durante un pranzo di nozze? E non partecipò al pranzo di gioia per la vocazione di Matteo, al pranzo del perdono per la peccatrice in casa di Simone il lebbroso, al pranzo della conversione in casa di Zaccheo il pubblicano, al banchetto dell'amicizia con Lazzaro, Marta e Maria, al banchetto dell'abbondanza messianica sui prati di Galilea con la moltiplicazione dei pani?
DI SILVANO PIOVANELLI

27 ottobre, 30ª domenica del Tempo Ordinario. L'Apostolo Paolo, scrivendo alla comunità di Tessalonica, indica con chiarezza l'impegno di ogni comunità: diventare «modello di tutti i credenti» e far riecheggiare dappertutto la parola del Signore accogliendo la Parola con la gioia dello Spirito Santo. I Tessalonicesi hanno seguito l'insegnamento dell'Apostolo, il quale ha sottolineato come nessun altro l'indivisibilità dell'amore di Dio e del prossimo.
DI SILVANO PIOVANELLI

Oggi è la trentatreesima domenica del tempo ordinario, la penultima domenica dell'anno liturgico, che si concluderà con la Festa di Cristo Re, e la Chiesa con la parabola dei talenti ci avverte: è vicina la resa dei conti dinanzi a Dio, il quale ci ha affidato «i suoi beni», dando «a ciascuno secondo le sue capacità».
DI SILVANO PIOVANELLI

10 novembre, 32ª domenica del tempo ordinario. Gesù stesso ci dà la chiave per comprendere la parabola delle dieci vergini: «Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora». «Vegliate» è la parola che fiorisce sulle labbra del Cristo quando egli parla del suo ritorno nella gloria: «state pronti, perché nell'ora che non immaginate il Figlio dell'uomo verrà» (Mt. 24,44).
DI SILVANO PIOVANELLI