Commento al Vangelo
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Commento al Vangelo: come sono belli gli occhi di chi ama Dio e il prossimo

Domenica 25 ottobre
XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
«Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso»

Percorsi: Bibbia - Liturgia
parola

Se Gesù avesse raddoppiato i precetti degli ebrei portandoli da 613 a 1226, quanto sarebbe stato più facile essere cristiani! Invece ci ha imposto un peso insopportabile che troviamo proprio nel vangelo di questa domenica: «Amerai il Signore tuo Dio… Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». Non contento, rincarerà la dose e, nei discorsi d’addio riferiti da Giovanni, sostituirà quel «come te stesso» con «come io vi ho amato». E come ci ha amato Gesù? Fino a dare la vita per noi. Punto. Basta. Siamo annientati.
Passi per l’amare Dio, che non vedo e non mi disturba più di tanto, ma come si fa ad amare il forestiero, di cui parla il brano dell’Esodo della prima lettura, al punto da essere pronto a dare la vita per lui? Se amassi come me stesso quel poveraccio brutto, sporco e cattivo, che tutti i giorni mi chiede l’elemosina sotto casa, non solo gli dovrei dare i soldi, ma accoglierlo e farlo vivere con me e come me. Eh no, caro Gesù, dovevi pensarne un’altra: molto meglio seguire i 613 precetti della legge ebraica!
Meglio, molto meglio dire tre rosari al giorno con le varie coroncine, mangiare pane ed acqua due giorni la settimana, fare qualche rinuncia nei giorni di penitenza, celebrare belle e spettacolose liturgie… altro che amare questa gentaglia come tu ci hai amato… Impossibile, insopportabile questo giogo che ci hai imposto!
Eppure Gesù ci ha detto che il suo giogo è dolce ed il suo peso leggero. È stato leggero per padre Kolbe e Salvo d’Acquisto sostituirsi a persone sconosciute per farsi trucidare dai nazisti? Era dolce per l’esile madre Teresa trarre fuori dalle fogne di Calcutta i poveri moribondi per portarli a morire in pace a casa sua? È stato facile per il figlio di Vittorio Bachelet perdonare gli uccisori del padre?
Non lo so se è stato leggero, dolce e facile, perché nella mia vita ancora non sono stato posto di fronte a scelte simili, e spero non mi capiti mai, però se sono cristiano e credo in Gesù, devo fidarmi di lui che, di certo, non andava a raccontare bugie.
Fidarsi, ecco il segreto della nostra fede. Quando Gesù pronunciò il famoso detto «è più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno di Dio», quelli che ascoltavano dissero: «Allora chi potrà essere salvato?». Gesù rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio». Quindi è possibile amare l’immigrato, il povero, il nemico; è possibile perdonare tutte le offese, sia perché altri ci sono riusciti (agli esempi di cui sopra potrei aggiungerne centinaia), ma soprattutto perché ce lo chiede Lui che è assolutamente degno di fiducia.
E che questo «giogo» sia dolce lo possiamo leggere negli occhi di chi ama veramente Dio e, con lui, il prossimo: gli occhi della monaca di clausura che passa le giornate a pregare / amare Dio; quelli di tanti laici, preti, religiosi che si spezzano per accogliere, aiutare, nutrire, vestire; quelli di chi riesce a perdonare una grande offesa. Sono occhi belli, lucenti, dai quali traspare la vera gioia. Provare per credere!

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