Commento al Vangelo
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Gesù ci chiede fedeltà anche nelle persecuzioni

Domenica 17 novembre - XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO. «Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita»

Parole chiave: Vangelo (638)

Siamo praticamente al termine dell’anno liturgico, che si chiuderà con la solennità di nostro Signore Gesù Cristo, re dell’universo. Una solennità a sé, nel senso che è fuori dallo schema delle Letture che si susseguono durante l’anno, ragion per cui la Chiesa, madre e maestra, in questa domenica ci fa ascoltare il discorso di Gesù sulle realtà ultime della storia della salvezza.

Siamo nelle ultime settimane della vita di Gesù. Siamo a Gerusalemme. Davanti al tempio. Al tempo di Gesù era stato enormemente ingrandito e arricchito da Erode il Grande, che ne aveva iniziato i lavori nell’anno 20 avanti Cristo. Era una delle sette meraviglie del mondo. Giustamente gli ebrei ne erano orgogliosi e ne esaltavano la grandiosità e lo splendore. Ma mentre stanno parlando delle belle pietre e dei doni votivi, Gesù spegne questa loro ammirazione; inizia un discorso profetico, che annuncia la distruzione del tempio. Gli ascoltatori rivolgono a Gesù due domande: Maestro quando accadrà questo? E quali saranno i segni premonitori?

Quando accadrà questo? Gesù avverte che non accadrà subito. Molti verranno nel mio nome a dirvi: il tempo è prossimo. Non gli credete! Non li seguite! Sono profeti falsi.

Quali segni precederanno la fine? Molti. E qui Gesù prende in prestito il linguaggio tipico delle apocalissi e dice: Vi saranno segni nel cielo, terrificanti e grandiosi. Vi saranno segni sulla terra: terremoti, carestie, pestilenze. E persecuzioni. E su queste Gesù si attarda a specificare: sarete arrestati; sarete consegnati alle sinagoghe e alle prigioni; sarete trascinati davanti a re e governatori; addirittura sarete traditi dai genitori, dai fratelli, dai parenti, dagli amici. Sarete odiati da tutti, sarete messi a morte a causa del mio nome.

Il quadro è davvero terribile. La prospettiva fa tremare le vene e i polsi.

Tutto questo vi darà la possibilità di rendere testimonianza. E per quanto riguarda la testimonianza, non preoccupatevi della vostra difesa; vi sarà data lingua e sapienza per resistere e controbattere i vostri avversari.

Gesù assicura un’assistenza potente. Non abbiate paura!

Gesù termina il suo discorso con due affermazioni che spalancano il cuore alla più ampia speranza. In una riferisce un proverbio: nemmeno un capello del vostro capo perirà! Come dire: Dio vi assisterà e proteggerà; sarà sempre con voi, a vostra sicura difesa. Niente sfugge a Lui.

Seconda affermazione: con la vostra perseveranza salverete le vostre anime. Gesù chiede fedeltà, tenacia, continuità; piena fiducia in Dio, di fronte a qualunque prova o difficoltà.

A questo punto ci accorgiamo che a Gesù interessa non tanto il tempo e il modo di come accadranno le cose, ma come prepararsi di fronte a queste realtà.

La storia della Chiesa – dalle origini ai nostri tempi – documenta quante persecuzioni l’abbiano insanguinata: dal protomartire Stefano alle miglia e migliaia di martiri del ventesimo secolo, alle centinaia che già hanno insanguinato gli inizi del nostro XXI secolo. Sappiamo che il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani. Sappiano che Gesù ha vinto sulla croce: quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me! La vittoria del Crocifisso risorto è l’assoluta garanzia del suo trionfo sul male, sul maligno, sul peccato, sulla morte.

Sullo sfacelo del mondo terreno si erge, gigante, il regno di Dio, del Vangelo.

*Sacerdote cappuccino

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